LONDRA 2012: UKHOV 2.38

Oltre all’oro con record olimpico di Sally Pearson nei 100 ostacoli la quinta giornata ha regalato altre emozioni in una giornata con sole quattro finali ma semifinali spettacolari come quelle dei 200 femminili e degli 800 maschili.
di Diego Sampaolo

Spettacolo puro nel salto in alto maschile dove l’estroso Ivan Ukhov vola oltre l’asticella posta a 2.38 vincendo il primo titolo importante all’aperto dopo l’argento agli Europei di Barcellona 2010 e l’oro ai Mondiali indoor di Doha 2010. Ukhov, che nel 2008 fece scalpore per essersi presentato ubriaco al meeting d Losanna diventando il protagonista di uno dei video più cliccati su youtube, ha finalmente tenuto fede al suo grande talento saltando tutte le misure al primo tentativo tranne un solo errore a 2.29. Nella storia olimpica solo Charles Austin saltò più in alto di Ukhov in occasione della vittoria a Atlanta 1996 con 2.39. Ha battagliato fino a 2.33 con il campione NCAA Erick Kynard che ha vinto una sorprendente medaglia d’argento. Addirittura in tre hanno vinto il bronzo a 2.29: il britannico Robbie Grabarz, il qatariota Essa Mutaz Barshim, talento cresciuto all’Aspire Academy di Doha  ecampione del mondo juniores nel 2010 con 2.30 a 18 anni e il canadese Derck Drouin. Fuori a 2.29 il campione olimpico uscente Andrei Silnov e il campione del mondo di Daegu Jesse Williams.   

 Finale 1500 metri: SORPRESA MAKLOUFI:

In pochi avrebbero scommesso sulla vittoria del ventiquattrenne algerino Taoufik Makloufi nonostante il suo recente primato personale di 3’30″88 stabilito al meeting di Montecarlo. L’algerino riporta il suo paese sulla ribalta il suo paese 16 anni dopo il trionfo ad Atlanta 1996 di Noureddine Morceli. A livello femminile l’Algeria vinse uno storico oro olimpico con Hassiba Boulmerka a Barcellona 1992.

Makloufi ha cambiato marcia  a 300 metri scavando un vantaggio abissale e per gli avversari è stata notte fonda. Makloufi ha trionfato in 3’34”08  Nella lotta per il secondo posto lo statunitense Leonel Manzano si é aggiudicato il secondo posto in 3’34″79 davanti al marocchin Abdelati Iguider (3’35″08). Quarto il bronzo di Daegu Matt Centrovitz, figlio d’arte statunitense, in 3’35”. Il norvegese Henrik Ingebritsen ha legittimitato il titolo europeo di Helsinki con un pregevole quinto posto in 3’35″43, nuovo record nazionale.

Delusione dei favoriti keniani che corrono forti quando si tratta di seguire le lepri ma si dimostrano impreparati a correre le gare tattiche dei grandi campionati. Asbel Kiprop, che inseguiva il secondo titolo olimpico quattro anni dopo Pechino 2008 che gli avrebbe permesso di eguagliare Sebastian Coe come mezzofondista capace di vincere due ori consecutivi nei 1500, ha terminato la sua prova in ultima posizione una sola posizione dietro al compagno Nixon Chepseba.

Finale del lancio del disco maschile: HARTING COMPLETA IL GRANDE SLAM: il gigante Robert Harting ha completato a 27 anni la sua collezione di titoli vincendo il primo oro olimpico della sua carriera  con la misura di 68.27 dopo il doppio titolo mondiale a Berlino e Daegu e l’oro europeo a Helsinki un mese fa. Tuttavia non é stata una vittoria facile per il tedesco che si è trovato ad inseguire l’iraniano Ehsan Hadadi che si era portato al comando con 68.18 al primo tentativo . L’iraniano, campione del mondo juniores a Grosseto 2004, è stato in testa  fino al penultimo tentativo quando Hrating lo ha superato di nove centimetri. Harting ha festeggiato come a Berlino e Daegu strappandosi la maglietta durante il giro d’onore. La sua serie é stata molto regolare con altri tre lanci oltre i 67 metri.  Hadadi ha festeggiato la prima medaglia d’argento per l’Iran alle Olimpiadi un anno dopo il bronzo mondiale di Daegu. Il campione uscente Gerd Kanter é salito ancora sul podio in terza posizione con 68.03. Il quarantenne Virgilius Alekna ha concluso in quarta posizione con 67.38 alla sua quinta partecipazione olimpica edopo due ori a Cinque Cerchi a Sydney 2000 e a Atene 2004. .

 Semifinali 800 metri maschili:  TRE JUNIOR  IN FINALE:  Come sempre le semifinali degli 800 regalano grande spettacolo con due soli qualificati direttamente in finale e i migliori due ripescati ad accedere alla finale. Nella prima semifinale Abubakher Kaki ha dato segnali di ripresa dopo qualche uscita poco convincente negli ultimi meeting imponendosi in 1’44″51 per tre centesimi di secondo sul fresco campione mondiale junores  Nijel Amos del Botswana. David Rudisha ha corso in testa dall’inizio alla fine destando grande facilità con il 1’444’35” con il quale ha vinto la sua semifinale.Il britannico Andrew Osagie é statoin 1’44″87 qualificandosi per la finale.  letteralmete sospinto dl pubblico di casa per andare a conquistare il secondo posto in 1’44″74 mentre lo statunitense Nick Symmonds  ha suprato Yuriy Borzakovskiy per il terzo posto in 1’44″87. In una lotta tra diciottenni Mohamed Aman ha preceduto il diciassettenne Timothy Kitum in 1’44″34. Duane Solomon,accreditato di un tempo da 1’43″44 ottenuto all’ultimo meeting di Montecarlo, ha conquistato il posto in finale in 1’44″92. Interessante notare ch nella finale ci saranno tre atleti juniores (i primi due dei mondiali juniores Amos e Kitum e il campione delmondo indoor Aman) a dimostrazione del grande ricambio generazionale in atto già in queste Olimpiadi. Fuori dalla finale i due polacchi Adam Ksczot e Marcin Lewandowski e il russo Yuriy Borzakovskiy, campione olimpico a Atene 2004.

Semifinali 200 metri femminili: Si preannuncia stellarela finale dei 200 metri femminili dopo le semifinali dove la più veloce é stata la campionessa olimpica dei 400 Sanya Richards Rossc che ha battuto nella terza semifinale la campioenssa olimpica dei 100 Shelly Ann Fraser in 22″30. Allyson Felix, primatista stagionale con 21″69 ottenuto ai Trials statunitensi, si candida per l’oro dopo aver vinto la seconda semifinale in 22″31, un centesimo meglio della campionessa olimpica uscente Veronica Campbell Brown, vincitrice della prima semifinale davanti a Carmelita Jeter (22”39). Passano in finale l’ivoriana Murielle Ahoure, la trindegna Hackett (22”55record nazionale di 22”55 in semifinale) e la campionessa europea di Barcellona 201 Miryam Soumarédella Francia, unica europea in una finale semplicemnete stratosferica come non si vedeva da anni su questa distanza.

Batterie mattutine:

Batterie 5000 metri femminili: Molto brava la piemontese Elena Romagnolo che ha conquistato la sua seconda finale olimpica dopo quella di quattro anni fa sui 3000 siepi. La biellese allenata da Andrea Bello ha strapazzato il suo primato personale con 15’06”38 nella seconda batteria vinta dall’etiope Gelete Burka (15’01”44) sulla campionessa del mondo Vivian Cheruiyot (15’01”54) e Sally Kipyego (15’01”87). Peccato invece per la comunque brava Silvia Weissteiner che è stata la prima delle escluse dalla finale con un buon primato stagionale di 15’06”81 in una batteria durissima dove Tirunesh Dibaba ha preceduto Meseret Defar in 14’58”48.  

Batterie 110 ostacoli maschili: Ha esordito positivamente il primatista italiano  Emanuele Abate che si è qualificato con un discreto 13”43, miglior tempo dei ripescati nella batteria vinta da uno strepitoso Aries Merritt in 13”07, il tempo più veloce mai corso in una batteria. Liu Xiang ha vissuto il secondo dramma olimpico a quattro anni di distanza da quello di Pechino. Lo sfortunato fuoriclasse cinese ha incocciato rovinosamente contro il primo ostacolo procurandosi un brutto infortunio. In semifinale Abate correrà contro il campione olimpico in carica Dayron Robles (13”33 in batteria) e il campione europeo di Helsinki Sergey Shubenkov (13”09 in questa stagione).

Qualificazioni salto triplo maschile: I due triplisti azzurri Fabrizio Donato e Daniele Greco hanno superato agevolmente la qualificazione con un solo salto che ha consentito ai due azzurri di risparmiare energie preziose in vista della finale. Greco ha centrato l’ingresso in finale con un salto da 17.00 metri al primo tentativo. Per Donato è stato sufficiente un salto da 16.86 con vento contrario di -1.2 m/s per accedere in finale senza spendere troppe energie. Il vento ha condizionato le misure della qualificazione. Il vento ha certamente condizionato i triplisti visto che solo lo statunitense Christian Taylor e il bahamense Leevan Sands si sono espressi in modo convincente saltando 17.21 e 17.17. Terzo davanti a Greco si è classificato il francese Benjamin Campaorécon 17.06.

Batterie 200 metri maschili: Sono scesi in pista gli uomini jet per il primo turno dei 200 metri. Sia Usain Bolt cheYohan Blake hanno passeggiato con irrisoria facilità fermando il cronometro rispettivamente in 20”39 e 20”38. Hanno brillato anche Christophe Lemaitre che si candida a salire sul podio in 20”34 e il terzo giamaicano Waren Weir (20”29)

Qualificazioni del lungo femminile: Misure modeste condizionate dal vento ballerino dell’Olimpico di Londra. La migliore è stata la britannica di origine anguillana Shara Proctor con 6.83 mentre la due volte campionessa mondiale outdoor e indoor Brittney Reese ha faticato in qualificazione ottenendo la quinta misura di 6.57 dopo due nulli.

Qualificazioni del lancio del giavellotto: La migliore delle qualificate è stata la campionessa olimpica in carica Barbora Spotakova con 66.19 davanti alla tedesca Christina Obergfoll (66.14) e alla sudafricana Sunette Viljoen (65.92). Fuori dalla finale la britannica Goldie Sayers (quarta a Pechino) per un infortunio al gomito e la campionessa europea Vera Rebryk. .     

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