FRATELLI BORLEE L’ATLETICA IN FAMIGLIA

Tra le tante belle storie regalate dall’atletica internazionale in queste Olimpiadi c’è anche quella dei due gemelli del Belgio Kevin e Jonathan Borlée, entrambi qualificati per la finale dei 400 metri maschili.
di Diego Sampaolo
In una specialità che sta conoscendo un grande ricambio generazionale con tanti giovani dei Caraibi in grado di salire sulla ribalta Kevin e Jonathan rappresentano la Vecchia Europa che faticosamente cerca di difendere il suo spazio in mezzo ai giovani talenti dei Caraibi. Gli Stati Uniti non hanno presentato nessun quattrocentista in finale (quasi un insulto alla tradizione dei grandi specialisti del giro della morte), mentre il piccolo Belgio ha presentato per il secondo anno consecutivi sia Jonathan che Kevin dopo i Mondiali di Daegu. In Corea Kevin fu medaglia di bronzo mentre Jonathan si classificò quinto. A Londra non è arrivata la tanto sognata medaglia (Kevin è stato quinto in 44”81 davanti per due centesimi di secondo su Jonathan) ma i due ragazzi sono stati ugualmente protagonisti. Jonathan ha impressionato correndo in 44”43 in batteria togliendo il record al gemello che poche settimane prima aveva corso in 44”46 ai Campionati del Belgio di Bruxelles.

I due gemelli sono figli d’’arte di una famiglia di sportivi. Il papà Jacques fu medaglia di bronzo agli Europei Indoor del 1983 di Budapest sui 200 metri, mentre la mamma Edith De Martelaere era una buona velocista da 23”89. La sorella maggiore Olivia vinse la medaglia d’argento alle Olimpiadi e il bronzo mondiale ai mondiali di Osaka 2007 con la staffetta 4×100 che comprendeva la grande Kim Gaevert.

Fu proprio Olivia a incoraggiare i due gemelli a provare con l’atletica  I due ragazzi sono cresciuti in campagna nella regione delle Ardenne e come molti coetanei Kevin e Jonathan giocavano a calcio e basket.

“Quando avevo otto anni battevo tutti nello sprint a scuola. Sapendo che i miei genitori erano stati atleti di buon livello, incominciai a capire che avevo talento per emergere nell’atletica ma prendemmo la decisione di intraprendere la strada dell’atletica solo un anno dopo che Olivia iniziò ad allenarsi seguita da nostro padre-allenatore.

Un anno dopo aver iniziato ad allenarsi seriamente Kevin e Jonathan debuttarono a livello internazionale in occasione dei Mondiali allievi di Marrakesh dove Jonatahan fu quinto nei 400 metri mentre Kevin raggiunse le semifinali dei 200 (distanza sulla quale il nostro Matteo Galvan vinse la medaglia di bronzo).

L’anno dopo ai Mondiali Juniores 2006 a Pechino Jonathan sfiorò il podio classificandosi al quarto posto mentre Kevin fu eliminato in semifinale.

Jonathan e Kevin sono gemelli assolutamente identici e a volte è difficile distinguerli. Tuttavia hanno caratteristiche diverse. “Kevin è nato qualche minuto prima e ha una maggiore resistenza, ha un maggiore spirito agonistico, mentre Jonathan è più fragile ma anche più imprevedibile”, ha raccontato il papà Jacques.

Questi aspetti si riflette sui loro risultati nelle grandi manifestazione. Alle olimpiadi di Pechino Kevin fu il migliore dei due gemelli arrivando ad un passo dalla finale dopo il record belga(44”88 stabilito in semifinale), mentre Kevin migliorò il suo personale da 45”36 a 45”11 in semifinale. Insieme furono brillanti quinti con la staffetta 4×400 del Belgio, un risultato straordinario per un paese di 10 mila abitanti.

Nel 2009 i gemelli decisero di dare una svolta radicale alla loro carriera trasferendosi a Tallehassee per studiare alla Florida State University. Jonathan studia economia, mentre Kevin ha intrapreso studi in fisioterapia. “Le condizioni climatiche in Florida sono migliori che in Belgio e le infrastrutture sono ottime. La concorrenza dei quattrocentisti americani è enorme. Questo è il posto migliore per fare un passo in avanti nella nostra carriera”, ha detto Kevin.

Jonathan vinse il titolo NCAA 2009 a Fayetteville migliorando il record del fratello ma successivamente una microfrattura da stress lo fermò per il resto della stagione. Kevin da solo riuscì a trascinare il Belgio al quarto posto nella staffetta 4×400 ai Mondiali di Berlino ma poche settimane dopo si procurò lo stesso infortunio del fratello anche se all’altro piede.

Agli Europei di Barcellona Jonathan migliorò il record belga in semifinale con 44”71.Tuttisi aspettavano il trionfo in finale di Jonathan ma in finale lo scenario cambiò completamente in finale dove fu Kevin a laurearsi campione europeo in 45”08 in una strana finale dove solo dodici centesimi di secondo divisero il secondo classificato dal settimo.

“Ero troppo stanco in finale e le gambe erano pesanti a 250 metri dalla fine.  Mi sentivo deluso per il setimo posto ma felicissimo per la vittoria di mio fratello.”

“Jonathan meritava di vincere più di me. Ha fatto molto meglio in questa stagione e aveva il miglior tempo. Sono dispiaciuto per lui”,disse a Barcellona Kevin.

Kevin e Jonathan sono due ragazzi molto semplici ed educati che amano condurre una vita semplice anche se non disdegnano di tanto in tanto uscire con i loro amici. I gemelli amano gareggiare molto nei meeting all’estero (Jonathan ha vinto recentemente al meeting di Montecarlo battendo Kirani James, campione del mondo a Daegu e fresco campione olimpico a Londra con un clamoroso 43”94). Vorremmo vedere più spesso anche gli atleti italiani gareggiare con più frequenza all’estero e confrontarsi nei grandi meeting.  

Agli ultimi Europei di Helsinki hanno vinto il titolo europeo della 4×400 e visto illivello non eccelso dei quattrocentisti americani alle Olimpiadi di Londra il piccolo Belgio potrebbe sognare una medaglia olimpica dopo il quinto posto a Daegu.

Il successo dell’atletica belga si può spiegare con l’entusiasmo genuino che riscontriamo ogni estate in occasione del Memorial Van Damme di Bruxelles, uno dei più grandi meeting di atletica del mondo per risultati tecnici e partecipazione popolare con il tutto esaurito annunciato con settimane di anticipo e 47000 spettatori fissi ogni anno. Proprio al Van Damme i due fratelli Borlée sono da alcuni anni tra i campioni più applauditi. Basti ricordare la standing ovation tributata ai due ragazzi durante il giro d’onore. Da pelle d’oca così come la festa d’addio celebrata in onore di Kim Gaevert nel giorno d’addio all’atletica della grande sprinter belga. Il Belgio non ha solo i due Borlée e la 4×400 ma anche la campionessa olimpica del salto in alto Tia Hellebaut, il decatleta Hans Van Alphen,vincitore al meeting delle prove multiple di Gotzis lo scorso Maggio. Dimostrazione di come si può fare atletica ad alto livello anche in un piccolo paese con tradizioni straordinarie nel cross e nel mezzofondo con nomi di campioni del passato come Gaston Roelants, il giardiniere di Lovanio Emil Puttemans, il grande Ivo Van Damme (argento olimpico negli 800 e nei 1500 a Montreal 1976 pochi mesi prima di morire in un tragico incidente stradale. Proprio dopo la morte di Ivo Van Damme un gruppo di giornalisti belgi guidati dall’attuale organizzatore del Memorial Van Damme decisero di dedicare il meeting di Bruxelles al compianto Van Damme. In Belgio ci sono altri appuntamenti come il cross di Dicembre di Bruxelles al Parco di Laeken vicino all’Atomium e altri meeting a Heusden Zolder e Liegi.

La storia dei Borlée è la dimostrazione che si può fare atletica divertendosi. In Italia i nostri atleti dovrebbero imparare a confrontarsi di più con i grandi campioni stranieri per essere più competivi anche nelle grandi manifestazioni.

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