NON SOLO USAIN: ORO ALLA RICHARDS



Non solo Bolt. La terza giornata delle Olimpiadi ha regalato a Sanya Richards Ross la prima medaglia d’oro olimpica dei 400 metri a quattro anni di distanza dalla delusione per il terzo posto di Pechino, un ottimo 14.98 della triplista kazaka Olga Rypakova, il successo dell’ungherese Krisztian Pars nel martello maschile dove Nicola Vizzoni ha centrato un buon ottavo posto e lo spettacolo delle semifinali dei 400 metri maschili.
di Diego Sampaolo



Finale dei 400 femminile: RICHARDS ORO OLIMPICO: Finalmente Sanya Richards Ross ha sfatato il tabù dell?olimpiade vincendo la medaglia d’oro a Cinque Cerchi in 49”55 dopo il sesto posto di Atene 2004 e il terzo posto di Pechino 2008 quando era la grande favorita ma venne battuta da Christine Ohruoghu. La britannica che vive a poche miglia dallo stadio olimpico, si è dovuta accontentare questa volta del secondo posto in un eccellente primato personale di 49”70 in una gara dove ben quattro donne sono scese sotto in 50 secondi. Dee Dee Trotter ha conquistato un sorprendente bronzo in 49”72  estromettendo dal podio la campionessa del mondo di Daegu Amantle Montsho che, pur correndo in 49”75 è finita fuori dal podio. Novlene Williams Mills (50”11) e Antonina Krivoshapka (50”17) hanno completato la classifica dei primi sei di una gara da incorniciare.
La Richards, sposata con il campione di football americano Aaron Ross, ha vinto i titoli mondiali all’aperto a Berlino 2009 e indoor a Istanbul 2012 e due ori olimpici nella staffetta 4×400 a Atene e Pechino.
La Richards Ross è la seconda statunitense capace di vincere il titolo olimpico dei 400 28 anni dopo il successo di Valerie Brisco Hooks a Los Angeles 1984. Ora la fuoriclasse statunitense potrà provare a emulare nei 200 la Brisco Hooks che a Los Angeles vinse anche sul mezzo giro di pista.
“E’ impossibile descrivere cosa provo. Ho lavorato duramente per raggiungere questo risultato”, ha detto la Richards che spesso ha dovuto fare i conti con infortuni e una malattia che la debilita di tanto in tanto e che riaffiorava in prossimità dei grandi appuntamenti.
Finale del salto triplo femminile: RYPAKOVA PORTA IL KAZAKHISTAN SUL GRADINO PIU’ ALTO DEL PODIO: Finalmente un’ottima gara anche sulla pedana del triplo battuta dal vento. Olga Rypakova ha vinto una bellissima gara del triplo femminile sfiorando il muro dei 15 metri con 14.98.. Anche con la seconda migliore misura di 14.89 avrebbe vinto sulla colombiana Catherine Ibarguen che ha realizzato 14.80, un centimetro meglio rispetto all’ucraina Olga Saladuha dell’Ucraina, campionessa mondiale e olimpica in carica.
Lancio del martello: OTTAVO VIZZONI: Oro all’Ungheria con il favorito Kristian  Pars che trionfa con 80.59 tenendo viva la tradizione dell’Ungheria nei lanci. Finalmente un successo per il magiaro dopo tanti piazzamenti da podio.  Nicola Vizzoni é il secondo italiano dopo la maratoneta Valeria Straneo a conquistare un piazzamento nei primi otto. Il martellista di Pietrasanta ha chiuso la sua terza finale del martello su quattro partecipazioni olimpiche con un dicreto 76.07. Lo sloveno Primoz Kozmus ha conquistato l’argento con 79.36 quattro anni dopo l’oro di Pechino. Koji Murofushi, campione olimpico a Atene 2004, è salito per la seconda volta su un podio olimpico con il terzo posto con 78.71 a otto anni di distanza dall’oro di Atene. .
Semifinali dei 400 metri maschili: Nelle tre semifinali scaturiscono risultati molto interessanti che lasciano ben sperare in una finale elettrizzante.. Ben tre atleti under 20 passano in finale: Si tratta del campione del mondo di Daegu Kirani James (19 anni) che ha offerto un bello spettacolo correndo con grande facilità in 44”59 senza forzare troppo, del campione del mondo juniores Luguelin Santos, vincitore dell’ultima delle tre semifinali in 44”78 davanti al belga Kevin Borlée (44”84) e del diciannovenne australiano Steven Stevensson (bronzo agli ultimi mondiali juniores di Barcellona), qualificato nella prima batteria con 44”97. Qualificati anche i due gemelli del Belgio Kevin e Jonathan Borlée anche se con qualche brivido per il primo, ripescato con 44”99 dopo il record del Belgio di 44”43 stabilito in batteria. Meglio Kevin che potrebbe puntare ad un podio dopo il bronzo mondiale dello scorso anno a Daegu. Si candida per un ruolo di protagonista anche il trinidegno Lalonde Gordon, che ha vinto la prima semifinale in 44”58 sul bahamense Demetrius Pinder (44”94). Incredibile ma vero. Non ci sarà nessuno statunitense in finale dopo tre edizioni olimpiche di dominio assoluto a stelle e strisce. 
Batterie 400 ostacoli femminili: Subito grandi performance cronometriche fin dalle batterie dove i migliori tempi arrivano dalla prima batteria con la ceca Zuzana Hejnova (53”96) e dalla seconda con Nataliya Antyukh (53”90), dalla terza con Lashida Demus (54”60) e dalla quinta con Perry Shakes Drayton (54”62).
Qualificazioni del salto in alto maschile: Eliminazione per il ventenne Gianmarco Tamberi che supera 2.21 al secondo tentativo ma deve arrendersi a 2.26. Forse avrebbe dovuto dare meno spettacolo in pedana e rimanere più concetrato anche è un talento e avrà altre occasioni per rifarsi.

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