GOD SAVE THE QUEEN

Spettacolo puro ed emozioni a non finire nella seconda giornata delle Olimpiadi di Londra. Un tifo incredibile con 80000 spettatori impazziti per i tre ori della Gran Bretagna di Mo Farah nei 10000 metri, di Jessica Ennis nell’eptathlon e di Greg Rutherford nel salto in lungo.
di Diego Sampaolo
La “poster-girl” dell’atletica britannica Jessica Ennis ha festeggiato un oro fortemente voluto che ha riscattato la delusione perla mancata partecipazione alle Olimpiadi di Pechino per un grave infortunio (tripla microfrattura da stress ad un piede). La vittoria della Ennis davanti a William e Kate e il Primo Ministro britannico David Cameron in tribuna ha ripagato la ventiseienne di Sheffield dei tanti sacrifici fatti negli ultimi anni.
Jess, come viene chiamata dai giornalisti britannici, ha migliorato il suo record britannico con 6955 punti, 49 in più rispetto al precedente primato stabilito al meeting di Gotzis in Austria nell’Hypo Meeting, grande appuntamento per gli appassionati delle prove multiple.

Incredibile emozione durante la premiazione dove tutto lo stadio ha cantato God Save the Queen per festeggiare l’oro della simpatica ragazza allenata dall’italo-inglese Toni Minichiello, marito dell’ex eptathleta Nicola Minichiello, la prima allenatrice di Jessica che seguì la neo campionessa olimpica agli inizi quando era una ragazzina di 13 anni. Jessica iniziò a praticare atletica all’età di 10 anni durante un camp estivo chiamato Star track dove la ragazza mostrò il suo promettente talento in molte specialità dell’atletica. Jess si rivelò per la prima volta a livello internazionale vincendo il titolo europeo juniores a Riga nel 2005. Con l’oro olimpico la Ennis, ragazza di origini giamaicane, ha completato il Golden Slam avendo vinto in precedenza l’oro mondale a Berlino 2009, l’oro europeo a Barcellona 2010 e quello mondiale indoor a Doha 2010.  La Gran Bretagna continua la sua tradizione nell’eptalon olimpico dopo il trionfo di Denise Lewis a Sydney 2000 e il bronzo di Kellie Sotherton a Atene 2004.    

Jessica Ennis ha iniziato bene la seconda giornata nella prova del salto in lungo saltando 6.48, a tre soli centimetri dal suo record personale realizzato a Gotzis. E si è portata a 5159 punti prima del giavellotto e degli 800 anche se le speranze di raggiungere i 7000 punti si sono ridotte considerevolmente. Poco importa considerando  che l’obiettivo principale è il titolo olimpico davanti agli 80000 spettatori di Londra. In seconda posizione si è insediata la russa Tatyana Chernova che grazie al 6.54 nel salto in lungo si è portata in seconda posizione con 4869 punti.davanti all’ucraina Lyudmila Yosipenko, terza nella classifica generale con 4848 punti grazie ad un balzo da 6.31 nel lungo.

Nel giavellotto la Ennis ho posto il sigillo su una gara perfetta con il nuovo record personale di 47.49 che di fatto le ha consegnato la tanto sognata medaglia d’oro viste le sue straordinarie qualità di ottocentista. Ha deluso Tatyana Chernova che non è andata oltre 46.29 ma ha lanciato lontano dal suo personale di 54.49 ed scivolata in sesta posizione anche se a soli 44 punti dalla zona podio in considerazione del suo ottimo primato negli 800 metri. La medaglia d’argento olimpica di Atene 2004 Austra Skujte ha realizzato la seconda migliore prestazione della sua carriera nel giavellotto con 51.13 e si è portata in seconda posizione assoluta con 5763 punti ma negli 800 a lei non congeniali e avava bisogno di correre in 2’18” nel doppio giro di pista  per mantenere vive le speranze di medaglia.

Lyudmila Yosipenko ha consolidato le sue speranze di medaglia grazie al nuovo personale di 49.62 nel giavellotto. E’ stata la migliore gara di giavellotto in una gara di eptathlon dove due donne hanno superato i 55metri. La campionessa europea di Helsinki Antoinette Nana Djimou si è portata in quarta posizione grazie ad un lancio da 55.87 ma meglio di lei ha fatto la greca Sofia Ifantidou che ha realizzato la migliore prestazione nel giavellotto in una gara di heptahlon con 56.96.

Gli 800 metri sono stati una degna apoteosi per la Ennis che ha trionfato anche nell’ultima fatica in 2’08”65. Grande impresa anche per la tedesca Lilli Schwarzkopf,medaglia d’argento dopo un’iniziale squalifica per invasione di corsia negli 800 poi revocata con 6649 punti davanti alla russa Tatyana Chernova, al secondo bronzo consecutivo dopo quello di quattro anni fa a Pechino. E’ stata una gara di grandissimo livello tecnico con ben23 donne oltre i 6000 punti.

La Ennis ha vinto l’oro olimpico completando la collezione di titoli che comprende il titolo mondiale di Berlino, la vittoria agli Europei di Barcellona e il successo ai Mondiali Indoor di Doha. Ha cancellato la delusione per la mancata partecipazione alle Olimpiadi di Pechino a causa di una tripla microfrattura da stress subita al meeting di Gotzis.

Pochi minuti dopo il trionfo della Ennis il pel di carota Greg Rutherford ha trionfato in una gara di salto in lungo non eccelsa vinta con 8.31 davanti all’australiano Mitchell Watt (8.16) e al triplista statunitense Will Claye (8.12). Per Rutherford è il primo oro britannico nelsalto in lungo dai tempi di Lynn Davis ai Giochi di Tokyo 1964. Pur realizzando la peggiore misura vincente dal 1972, Rutherford éil primo campione olimpico dai tempi del tedesco dell’est Dombrowski a Mosca 1980. Rimane il rammarico per Andrew Howe che nel 2006 batté Rutherford agli Europei di Goteborg.

L’apoteosi di una serata da raccontare ai nipotini é stato il trionfo di Mo Farah che ha completato la sua collezione di metalli pregiati vincendo l’oro olimpico dei 10000 metri davanti al bianco statunitense Galen Rupp e a Tariku Bekele al termine di una gara favolosa con dodici atleti ancora in lotta a 1500 dalla fine. Farah ha corso un eccellente 53 secondi nell’ultimo giro.  .

Dopo il doppio titolo europeo dei 5000 e dei 10000 a Barcellona, l’oro dei 5000 e l’argento dei 10000 metri e il secondo titolo europeo dei 5000 metri, Farah ha aggiunto anche l’oro olimpico dei 10000. Alla fine della gara ha festeggiato con la moglie e le figlie durante il giro d’onore.

Mo Farah è un ragazzo simpaticissimo sempre sorridente e merita questo titolo. Mo è nato in Somalia ma raggiunse suo padre Londra quando aveva 8 anni. All’inizio non sapeva una parola d’inglese e impiegò molto tempo ad abituarsi al clima di Londra. Da ragazzino sognava di diventare un calciatore ma il suo insegnante di educazione fisica lo vide correre su un campo di calcio e gli consigliò di dedicarsi all’atletica intuendo il suo talento nella corsa. Mo ha conservato la sua passione per la squadra di calcio dell’Arsenal, uno dei sei club londinesi della Premier League per la quale sognava di giocare da ragazzino. Da oltre un anno si allena con Galen Rupp e altri statunitensi nel gruppo di Alberto Salazar.  

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