OLIMPIADE, -1 GIORNO, L’ATLETICA ITALIANA PRONTA AL VIA

 A meno di 24 ore dal via delle gare, la squadra azzurra ai Giochi di Londra scalda i motori. Domani, allo Stadio Olimpico, saranno sette gli azzurri impegnati nella prima giornata; la prima, alle 10.25 locali (le
11.25 italiane) sarà Simona La Mantia nelle qualificazioni del salto triplo; l’ultima, direttamente in una finale, Nadia Ejjafini, nei 10000 metri.

Nel mezzo, anche Nicola Vizzoni, Lorenzo Povegliano (qualificazioni del martello), Josè Bencosme (batterie 400hs), Libania Grenot (batterie 400m), Yuri Floriani (batterie 3000st). Ad aprire il tradizionale incontro stampa pre-gara, questa mattina a Casa Italia, il Presidente Federale Franco Arese: “L’Olimpiade è l’appuntamento chiave del quadriennio – le sue parole – da casa ho seguito tutto, e ho visto, parlando di cose italiane, che discipline importanti hanno trovato delle difficoltà: a mio modo di vedere, questo vuol dire che lo sport cresce, nuovi Paesi si affacciano alla ribalta e il livello di competitività è altissimo.

Emergere è sempre più difficile”. L’atletica italiana, secondo Arese, è pronta per il confronto. “Credo che gli atleti, con il supporto dei propri tecnici e dello staff azzurro, si siano preparati al meglio. Non siamo stati fortunatissimi, in questa vigilia: abbiamo perso Antonietta Di Martino, Alex Schwazer ha ridotto il proprio impegno da due gare a una, Fabrizio Donato ha avuto dei problemi fisici, che però poi ha superato. Il cerchio delle possibilità si restringe, ma sono fiducioso che si possa comunque portar via da Londra un risultato positivo. Quale? Con una medaglia avremmo fatto bene, con due sarebbe un successo. Schwazer è la nostra punta, poi tra quelli che possono distinguersi metto Elisa Rigaudo, Giorgio Rubino, e la staffetta 4×100. Ma non voglio sottovalutare le maratonete Anna Incerti, che adesso è anche campionessa europea, e mi fa piacere sottolinearlo, e Valeria Straneo”. 
Alcune scelte hanno destato polemiche. “Ma questo purtroppo è normale: c’è sempre qualcuno che resta fuori, e che, ovviamente, non è contento. Scegliere non è mai facile, credo che il compito dei tecnici vada rispettato”. In squadra ha trovato spazio più di un giovane interessante: “Penso che sia un fatto importante: mi auguro che l’Olimpiade possa essere per loro l’inizio di una grande carriera”. Il DT Francesco Uguagliati segue il solco tracciato dal Presidente Arese: “Gli atleti hanno fatto tutto come da programmi. Per alcuni di loro ci sono stati dei problemi di natura fisica, ma ormai sono abbondantemente risolti. Donato in particolare ha sofferto per la schiena, dopo gli Assoluti di Bressanone, ma nelle ultime settimane ha superato ogni ostacolo. Del resto, gli era accaduto anche prima di Helsinki, e avete visto tutti cosa sia poi riuscito a fare. Schwazer è tranquillo, lavora sodo come al solito, ha perso un paio di giorni per un raffreddore, mentre Chiara Rosa ha sofferto per un piccolo problema al tendine d’Achille che si è poi risolto. I velocisti sono a Formia, tranne la Grenot che esordirà domani: la staffetta 4×100 avrà un quartetto inedito a questi livelli, probabilmente lo stesso (Collio, Riparelli, Manenti, Cerutti, ndr) che ha corso a Montecarlo”. Il capitano di mille confronti, il martellista Nicola Vizzoni, è alla vigilia della sua quarta Olimpiade (fu argento nella prima, a Sydney 2000): “Ora sto molto bene. Il dolore alla spalla che mi ha perseguitato già dal’inverno non si fa più sentire.
L’obiettivo, per me e per Lorenzo Povegliano (l’altro italiano iscritto alla prova, ndr) è l’ingresso in finale, poi si vedrà. Questa è una gara tradizionalmente per gli atleti dei paesi dell’est Europa, ma io non sottovaluterei il giapponese Koji Murofushi, che se si è presentato qui deve essere in grande condizione”.
Una delle speranze azzurre più concrete è il marciatore Giorgio Rubino (la 20km di marcia è in programma sabato, alle 17 locali, le 18 italiane):
“Non ho scuse per fare male – le sue parole – anche se il mio obiettivo è solo quello di divertirmi. In altre parole, darò tutto, ma non farò il pazzo come altre volte. La gara probabilmente avrà questo sviluppo: intorno al dodicesimo, tredicesimo chilometro, se ne andranno in tre; io non ci sarò, ma conto di essere nel gruppo degli inseguitori, dove poi potremmo arrivare a giocarci anche una medaglia”. A margine dell’incontro, anche parole su Alex Schwazer: “Non lo sento da sei mesi, ad essere sinceri. Non farà la 20? Io da lui non ho mai saputo nemmeno che l’avrebbe fatta. Ma questo non vuol dire nulla, è il favorito nei 50km”. Simona La Mantia aprirà l’Olimpiade in chiave azzurra: “Non sono stata benissimo dopo gli Europei di Helsinki – le sue parole – ho avuto un problema all’anca destra che ho risolto facendo lavoro in acqua: ma ho recuperato, e anche i tendini mi hanno lasciato in pace, al punto da poter fare anche due sedute di tecnica a settimana. Per andare in finale ci vuole il 14,40 della misura di qualificazione: sento di averlo nelle gambe. La favorita resta la Saladukha, ma va tenuta d’occhio anche la colombiana Ibarguen, le cubane, la russa Lebedeva…è probabile che qui si arrivi a toccare i 15 metri che ancora non si sono visti”. 
L’ingegner Daniele Meucci, in gara sabato (finale diretta dei 10000 metri), sarà impegnato nella prova attesa da tutta la Gran Bretagna: “Tutti aspettano Mo Farah, è vero. Credo che gli africani possano anche scegliere di fare una gara su ritmo elevatissimo, per batterlo, le condizioni atmosferiche lo consentono, non ci sono i 30 gradi estivi che in altre circostanze hanno pesato. Per quanto mi riguarda io sto bene, ho lavorato duramente e con profitto, ma le gare sono come gli esami, bisogna attendere per capire bene quanto si sia preparati…”.

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