LONDON IS CALLING: FOCUS SULLE SFIDE DELLO SPRINT FEMMINILE

La sfida tra Stati Uniti e Giamaica sarà il leit-motiv delle sfide dello sprint femminile delle gare di atletica delle Olimpiadi di Londra.
di Diego Sampaolo




100 metri: Nei 100 metri la giamaicana Shelly Ann Fraser ha buone chance di difendere con successo il titolo olimpico conquistato quattro anni fa a Pechino in 10”78 davanti alle connazionali Kerron Stewart e Sherone Simpson che si divisero il secondo posto. Prima della Fraser nessuna giamaicana, neanche le grandi Juliet Cuthbert e Merlene Ottey, era riuscita a vincere il titolo olimpico dei 100 metri.
Agli ultimi Trials Giamaicani di Kingston la Fraser ha migliorato il record giamaicano correndo in 10”70, che l’ha fatta salire al quarto posto tra le migliori velociste della storia dopo Florence Griffith Joyner (10”49), Carmelita Jeter (10”64) e Marion Jones (10”65). Della  squadra giamaicana faranno parte anche la due volte campionessa olimpica dei 200 Veronica Campbell Brown (seconda ai Trials in 10”82) e Kerron Stewart (terza in 10”94).
Carmelita Jeter, vincitrice ai Trials statunitensi e campionessa del mondo a Daegu, guida il trio statunitense che cercherà di contrastare le fortissime giamaicane. La Jeter ha un personale stagionale di 10”81 stabilito a Kingston e ha vinto i Trials di Eugene in 10”92 davanti a Tianna Madison (10”96). La terza statunitense sarà Allyson Felix che è arrivata terza ai Trials di Eugene a pari tempo al millesimo (11”07) con Janeba Tarmoh. Dopo lunghe discussioni e un’ipotesi di decidere le sorti per l’ultimo posto disponibile allo spareggio, la Tarmoh ha rinunciato lasciando il posto alla Felix. La californiana ha stabilito il suo personale al meeting di Doha con 10”92 battendo Veronica Campbell Brown.
Nella lotta Usa-Giamaica potrebbe inserirsi anche la nigeriana Blessing Okagbare che difenderà anche il terzo posto nel salto in lungo conquistato alle Olimpiadi di Londra. La Okagbare ha vinto le ultime due prove della Diamond League a Londra in 11”01 (10”99 in batteria) e a Montecarlo in 10”96.
200 metri: Si rinnoverà la sfida tra Allyson Felix e Veronica Campbell Brown, le dominatrici dello sprint dell’ultimo decennio. La Campbell Brown cercherà di diventare la prima donna capace di vincere il terzo titolo olimpico consecutivo dei 200 metri dopo i trionfi a Atene 2004 e Pechino 2008 battendo la Felix in entrambe le occasioni. Nell’ultima grande rassegna la Campbell Brown ha vinto il primo oro ai Mondiali di Daegu davanti a Carmelita Jeter (anche lei presente a Londra sulla distanza più lunga) e alla Felix che in quell’occasione perse l’imbattibilità ai Mondiali che durava da tre edizioni consecutive dal 2005 al 2009.
La Felix parte con l’obiettivo di portare a casa il primo titolo olimpico individuale dopo l’oro vinto a Pechino con la staffetta 4×400.  La statunitense ha mostrato una condizione eccellente di forma vincendo ai Trials in un clamoroso 21”69, migliore prestazione mondiale dell’anno. Con la prestazione di Eugene la tre volte campionessa del mondo dei 200 metri è diventata la quarta donna della storia dopo il 21”34 di Florence Griffith Joyner, il 21”62 di Marion Jones e il 21”64 di Merlene Ottey.
La Campbell Brown non ha iniziato al meglio la sua stagione. Agli ultimi Trials giamaicani si è dovuta accontentare del terzo posto in 22”42 alle spalle della scatenata Fraser, vincitrice in 22”10 e a Sherone Simpson (22”37). Nell’ultima uscita prima delle Olimpiadi la Campbell non è andata oltre il secondo posto al meeting di Lucerna dietro a Charonda Williams (assente alle Olimpiadi) ma nelle grandi rassegne la giamaicana si è sempre presentata in grandi condizioni e raramente ha fallito.
Nelle liste mondiali dell’anno il secondo posto dietro alla Felix è occupato da Sanya Richards Ross che in questa stagione ha corso in 22”09 al meeting della Diamond League di New York. La Richards, che ha ottenuto il pass olimpico per i 200 classificandosi al terzo posto ai Trails in 22”22,, doppierà 200 e 400 metri.
Nella lotta per il podio potrebbero inserirsi anche l’ivoriana Murielle Ahouré, vincitrice di tre tappe della Diamond League (100 metri a Roma e 200 metri a Oslo e Parigi) e la russa Aleksandra Fedoriva, prima ai Campionati russi in un ottimo 22”19.  
 400 metri: Sanya Richards Ross inseguirà il titolo olimpico individuale, l’unico che manca alla sua bacheca dopo l’amaro terzo posto alle Olimpiadi di Pechino. La texana di origini giamaicane vanta due dei quattro migliori tempi dell’anno ottenuti sempre a Eugene al Prefontaine Classic con 49”39 e ai Trials con 49”28, che prima di Londra è  la seconda migliore prestazione dell’anno alle spalle del 49”16 realizzato dalla russa Antonina Krivoshapka ai Campionati russi di Cheboksary dove ha preceduto Yuliya Guschina che con 49”28 ha eguagliato la Richards al secondo posto delle graduatorie mondiali dell’anno.
La Richards ha preparato bene le Olimpiadi non gareggiando più dopo i Trials al contrario della campionessa del mondo di Daegu Amantle Montsho (la prima donna del Botswana capace di vincere la medaglia d’oro ai Mondiali) che ha vinto  il titolo africano a Porto Novo con il suo record personale di 49”54 e la tappa della Diamond League di Parigi in 49”77 ma è stata battuta nella tappa del circuito dei diamanti di Londra dalla campionessa olimpica in carica Christine Ohuruoghu che ha realizzato il suo miglior tempo dell’anno. Occhio alla britannica di origini nigeriane che prima di un grande appuntamento non aveva mai corso così velocemente prima di una grande rassegna. E’ proprio in questi appuntamenti che la britannica è in grado di alzare l’asticella come quattro anni fa quando batté la favorita Richards. L’aria di casa potrebbe essere un valore aggiunto. 

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