ALESSIA TROST D’ORO A BARCELLONA

All’ultima giornata dei Campionati del Mondo Juniores di Barcellona è arrivata la tanto sospirata medaglia d’oro di Alessia Trost che, dopo una gara sofferta, ha portato a casa la seconda medaglia d’oro mondiale giovanile della sua carriera dopo il successo da allieva a Bressanone nel 2009.
di Diego Sampaolo

Tutto bene quel che finisce bene. Alessia ha superato 1.82 e 1.88 solo al terzo tentativo. A 1.88 la campionessa africana Lissa Labishe delle Isole Seychelles  si trovava in testa, mentre la friulana si trovava in quarta posizione. Successivamente la ragazza di Pordenone ha realizzato l’1.91 alla seconda prova che le ha permesso di volare sul gradino più alto del podio davanti alla Labishe che ha superato tutte le misure fino a 1.88 al primo tentativo prima di arrendersi a 1.91 e alla russa Mariya Kuchina, rivale della Trost ai Mondiali di Bressanone e alle Olimpiadi Giovanili.
Peccato per l’ultimo tentativo mancato di poco a 1.95 che le avrebbe permesso di staccare il biglietto per le Olimpiadi di Londra.  La Trost ha regalato all’Italia la quarta medaglia d’oro nella storia dei Campionati Mondiali Juniores dopo Ashraf Saber nei 400 ostacoli a Seul 1988 e la doppietta di Andrei Howe nei 200 e nel salto in lungo a Grosseto 2004. Alessia é la prima donna italiana a trionfare ai Mondiali Juniores.
“Guardo i video di Blanka Vlasic che ammiro molto. Mi piacciono anche Anna Chicherova e naturalmente Antonietta Di Martino che mi ha saputo dare molti consigli”
“Tutti in Italia parlano della tradizione del salto in alto iniziata con Sara Simeoni e proseguita con Antonietta. Sento molta pressione e aspettative addosso a me ma cerco di non pensarci troppo”.
Superato brillantemente l’esame di maturità con 88/100 e vinto il titolo mondiale juniores, Alessia pensa al suo futuro. Pensa di intraprendere gli studi universitari di lingue moderne a Udine. Nel corso della stagione vorrebbe provare anche il salto in lungo. Mi piacerebbe diventare come Chaunte Lowe che coniuga il salto in alto con un po’ di salto in lungo a buoni livelli”, continua la Trost.
“Non è stata una buona gara per me. Ho avuto bisogno di tre tentativi a 1.82. Se non avessi superato 1.91 avrei vinto il bronzo e non l’oro”, ha detto Alessia Trost. “La rincorsa era troppo veloce e la pedana non si adattava al mio stile. Dovevo controllare la mia velocità. Non conoscevo la saltatrice delle Seychelles e quando ha superato 1.88 pensavo che sarebbe riuscita a saltare più in alto”
Si conclude in gloria il Mondiale Juniores per l’italia che si è classificata al quattordicesimo posto nel medagliere con un oro e un bronzo vinto dalla laziale della Cariri Rieti Roberta Bruni nel salto con l’asta. Gli Stati Uniti hanno stravinto il medagliere con 20 medaglie (9 ori, quattro argenti e sette bronzi) davanti al Kenya (4 ori, 4 argenti e 5 bronzi), all’Etiopia (3-3-1), a Cuba (3-0-1) e alla Germania prima dei paesi europei (2-4-0). In tutto ben 43 paesi hanno vinto almeno una medaglia: tra questi anche realtà sorprendenti come Turks and Caicos che hanno vinto l’oro dei 200 metri con Delano Wlliams, l’argento delle Seychelles nel salto in alto femminile o i successi di Trinidad and Tobago nel giavellotto maschile o della Giamaica nel lancio del disco maschile. Paesi normalmente conosciuti come terre di velocisti hanno lanciato sulla ribalta atleti anche in specialità tecniche.
L’ultima giornata ha regalato tanti risultati di altissimo livello. Su tutti spicca l’eccellente 8’06”10 (quarto tempo di sempre della categoria juniores) nei 3000 siepi di Conseslus Kipruto, che ha bissato l’oro conquistato ai Mondiali allievi dello scorso anno. Kipruto si era già segnalato durante la prima parte della stagione con un eccellente 8’08”92 al meeting della Diamond League di Doha. Il Kenya ha fatto doppietta come da previsione con Gilbert Kirui, secondo in 8’19”94 (si tratta di un altro talento di grande interesse per il futuro con un personale di 8’11”27 stabilito a Doha).
Un’altra prestazione da incorniciare è arrivata da Nijel Amos del Botswana, vincitore di uno strepitoso 1’43”79 (anche se in questa stagione ha già corso in 1’43”11 a Mannheim in Germania) davanti ai keniani Timothy Kitum (1’44”56) e a Edwin Molly Kiplagat (1’44”79).
Un altro record dei campionati è arrivato nei 1500 metri dalla keniana Faith Chepnetich Kipyegon che ha dominato  la finale dei 1500 metri in 4’04”96. La Kipyegon ha già vinto il titolo mondiale allievi nei 1500 a Lilla e la medaglia d’oro ai Mondiali Juniores di cross nel 2011 e si è qualificata per le prossime Olimpiadi di Londra 2012 sui 1500 grazie al terzo posto ai Trials keniani. LLa medaglia d’argento è andata alla serba Amela Terzic (4’07”59), già terza ai Mondiali allievi di Bressanone 2009. Bronzo all’etiope Senbere Teferi in 4’08”28.
La finale della staffetta 4×400 maschile non ha regalato la soddisfazione sperata ai colori azzurri a causa della squalifica per invasione di corsia che cancella il sesto posto. Complimenti comunque ai bravi azzurrini campioni d’Europa nel 2011 che sono riusciti ad entrare in una finale mondiale superando una rivale quotata come le Bahamas. Della squadra azzurra hanno fatto parte Vito Incantalupo, Marco Lorenzi, Davide Re e Michele Tricca con l’aggiunta di Alberto Rontini che ha corso la batteria. L’oro è andato agli imbattibili Stati Uniti in 3’03”99 davanti alla Polonia (3’05”05) e a Trinidad and Tobago (3’06”22).
La 4×400 femminile statunitense guidata dalla campionessa mondiale juniores dei 400 Ashley Spencer ha trionfato in 3’30”01 davanti alla Russia (3’32”97) e alla Russia (3’36”42).
Nella finale dei 100 ostacoli è stato trionfo statunitense con Morgan Snow che in 13”38 (vento contrario di -2.4  m/s) ha preceduto per quattro centesimi la svizzera Noemi Zbaren e di cinque centesimi Ekaterina Bleskina.
La Germania ha trionfato nel disco femminile dove ha realizzato una splendida doppietta con Anna Ruh, oro con 62.38 e la campionessa del mondo juniores del lancio del peso Shanice Craft (60.42) e la statunitense Shebi Vaughnan (60.07) in una gara ricca di emozioni.

Nel salto triplo maschile si è confermata la grande scuola di Cuba che ha festeggiato l’oro di Pedro Pichardo con 16.79 davanti al russo Artem Primak (16.60) e al campione del mondo allievi bahamnese Latario Coll

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