NOTTURNA DI MILANO: SI CHIUDE, NIENTE MEETING

E così si chiude. La Notturna di Milano, storico ed importante meeting di atletica meneghino per quest’anno non si farà. E chissà per quanti anni. Già l’edizione 2011 era stata organizzata in fretta e furia, salvata in extremis, ma quest’anno l’amministrazione comunale presieduta dal Sindaco di Milano Giuliano Pisapia sembra essere completamente sorda.
di Cesare Monetti

Un peccato, un pezzo di storia che se ne va, un ciclo che si conclude. E’ comunque indegno che la capitale mondiale della moda con i suoi milioni, che la capitale mondiale del calcio con big team quali Inter e Milano, la città che nel 2015 organizzerà (e per farlo sta spendendo quattrini) l’Expo,  non abbia un meeting di atletica leggera. 

E poi Milano vorrebbe essere al pari di Parigi, di Londra, di Berlino oppure Shangai o Pechino o tante altre città dove si svolgono Meeting dai budget che superano il milione di euro? Qui a Milano, nell’operativa Milano, la locomotiva finanziaria dell’Italia, siamo all’anno zero sportivamente parlando: manca un impianto sportivo di atletica, abbiamo l’Arena Gianni Brera e dobbiamo ringraziare Napoleone che ci ha pensato a costruirla 200 anni fa. Non  esiste una piscina per fare alto livello, il Vigorelli è inesistente e l’elenco potrebbe continuare.

Gli sforzi del Presidente Organizzativo Franco Angelotti che ha sempre creduto in questo gioiello che ha visto al via in tanti anni grandi campioni mondiali ed olimpici (Rudisha la stella dell’ultima edizione 2011 insieme a Oscar Pistorius) non sono bastati. Solo la Regione Lombardia è vicino al Meeting e ha messo il suo impegno, dall’altra parte della barricata solo silenzio e ostruzionismo.

Dimentichiamo il sogno, molto personale ma anche del Comitato Organizzatore vi posso assicurare, di vedere un giorno Usain Bolt all’Arena. Solo per lui servirebbero almeno 250.000 dollari di ingaggio. Nessuno quest’anno chiedeva questo, ma lo zero assoluto, nessun aiuto di nessun tipo è veramente cosa squallida e indegna.

Questa è la Milano che non ci piace, antisportiva, vecchia e obsoleta, sorda e muta che merita solo di affogare nel suo smog e nei suoi ritmi frenetici. 

La colpa è anche del pubblico, anche di tutti coloro che ora si scandalizzeranno ma che magari non sono mai venuti a vederne una edizione. Affluenza del pubblico meno di zero, avere e contare a Milano 1000 o 2000 persone con l’ingresso quasi gratuito è sempre stato uno scempio. 

Forse dunque ora ce lo meritiamo  questo stop forzato. Ora nell’Arena fateci pure i concerti o la festa della birra, il 5 Settembre è libera!

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