E’ NATA ILARIA SALA: FUTURA TRIATHLETA?

Figlia di Giampaolo Sala e Marta Gaiardelli: Triathleta delle Fiamme Azzurre.

Vestire i bambini, portarli a scuola, allenarsi, fare da mangiare, riassettare la casa, riallenarsi, riprendere i bambini da scuola, preparare la cena. Essere nel contempo madre, triathleta professionista, moglie. Tutto ogni giorno, ritmi serrati, forzati, un vortice senza fine, a girare come all’interno di una lavatrice impazzita che non ha sosta, che non conosce fine, che gira e rigira perché le cose da fare sono davvero tante.

Ma quante soddisfazioni la sera appena le luci si spengono e cala il silenzio. E quanta felicità ora che è nata la piccola Ilaria, secondo genita di Marta Gaiardelli e Giampaolo Sala, triathleta anche lui di gran livello e oggi manager per Brooks Running. Un’atleta professionista alla seconda maternità, non è da tutte, ma a Marta la famiglia sta a cuore, né più ne meno della carriera, tutti sullo stesso livello. Tutto e tutti da trattare con equilibrio e la massima cura e convinzione, ogni dettaglio al suo posto, da non trascurare, perché per portare avanti tutto ci vogliono tre cose: determinazione, cuore e forza, tanta forza.

Per la prima maternità per quanto tempo hai dovuto abbandonare allenamenti e gare? 
“Per la prima maternità lo stop puramente agonistico è durato circa un anno: l’ultima gara è stata a fine Settembre 2007, Stefano è nato a maggio 2008 ed ero nuovamente “in pista” a Settembre 2008 in occasione del Triathlon sprint di Griante! La sospensione totale dell’attività fisica invece è durata circa un mese, dal giorno prima del parto (ero in piscina a nuotare!) a fine giugno…Chissà non avessi dovuto necessariamente fare un parto cesareo magari avrei ripreso prima!”
Una donna in gravidanza fino a quando può fare attività fisica? Quale consiglieresti?
“Viste le mie esperienze dico per certo che, salvo particolari problemi naturalmente, si può fare attività fisica praticamente per tutti i 9 mesi! L’unica cosa che ho “mollato” da subito in entrambe le gravidanze è stato il ciclismo, più per una questione psicologica (paura di cadere!) che per un reale limite fisico. Con la corsa ho continuato fino al quinto mese circa, sostituendola poi con camminate inizialmente quotidiane poi a giorni alterni. Il nuoto merita un discorso a parte, è assolutamente indicato per l’intera gravidanza ed infatti sia con Stefano che ora con Ilaria ho nuotato fino al giorno prima di partorire. Mantenersi in forma durante la gravidanza aiuta parecchio e, soprattutto, facilita la ripresa post parto. Quando ho ricominciato a “fare sul serio” (cioè a fare allenamenti strutturati con un almeno un paio di doppi a settimana) dopo la nascita di Stefano non ho fatto una gran fatica e il mio peso era addirittura molto inferiore a quello pre-gravidanza, cosa che mi aiutata parecchio specialmente per la corsa”. 
 Con Ilaria in arrivo….fino a quando ti sei potuta allenare e come hai variato gli allenamenti? 
“Mi sono allenata a pieno regime  per i primi due mesi tranne la bici, poi gradatamente ho abbandonato gli allenamenti di qualità come le ripetute e verso il quarto mese ho smesso di fare due allenamenti quotidiani per orientarmi esclusivamente ad una sana e benefica attività di fitness!!! Ho alternato camminate, nuotate e ginnastica dolce. Solo l’ultimo mese ho ridotto il tutto a tre nuotate settimanali, ho avuto solo qualche problemino che non mi consentiva di camminare per più di dieci minuti”.
Nel triathlon hai altre amiche che sono anche mamme? 
“Certo!!! Un nome su tutti la mia compagna di squadra Nadia Cortassa che nel 2010 è diventata mamma di Christian”.
Fai parte di un gruppo sportivo militare, secondo te le donne sportive sono tutelate in maniera sufficiente dalle leggi in vigore? Sicuro perdono anni di  carriera e vittorie, tu ne hai risentito? 
“A questa domanda mi sento di poter rispondere solo per quella che è stata la mia esperienza. Può essere che altre atlete professioniste abbiano vissuto situazioni diverse dalla mia…Per ciò che mi riguarda mi sono sentita assolutamente tutelata e per nulla discriminata. I tecnici e i dirigenti delle Fiamme Azzurre non mi hanno mai messa alle strette imponendomi di rientrare ad alto livello in tempi impossibili. Piuttosto il voler forzare un po’ i tempi dopo la prima maternità è stata una mia scelta: mi sentivo benissimo fisicamente già dopo un paio di mesi, avevo voglia di rimettermi in gioco e Stefano non ha mai dato particolari problemi. Perché aspettare? Ho fatto parecchi sacrifici, certo, ma in testa ho sempre avuto chiaro quello che volevo e che tuttora voglio: essere una mamma, una moglie ed anche un’atleta seria e determinata. Al di là dei risultati penso che la serietà paghi in qualsiasi ambito lavorativo, forse anche per questo da parte del mio gruppo sportivo non ho mai avuto pressioni particolari ma solo sostegno ed incoraggiamento! Vedremo se dopo questa seconda gravidanza le cose fileranno altrettanto lisce, ma io sono fiduciosa…”
Come e quando riprenderai l’attività fisica?
“Spero di essere in condizione di riprendere a correre nel giro di un mese. La ripresa sarà comunque molto graduale, voglio evitare tutti quei piccoli acciacchi che generalmente subentrano dopo uno stop forzato…proprio per questo consiglio alle mamme-atlete di qualsiasi livello di dedicare le prime settimane post-parto a semplici esercizi di ginnastica molto soft e al ripristino di un minimo di tono muscolare a livello di addominali e dorsali. Poi si può ripartire con un po’ di corsa, magari alternandola inizialmente con brevi tratti di camminata. Come per la ripresa dopo il primo parto userò sicuramente le Brooks Trance, scarpe che garantiscono il massimo del comfort e della protezione, per poi passare alle Adrenaline e alle “mie” Ravenna!”
Come conciliare il lavoro di mamma, gli allenamenti da professionista, il ruolo di moglie? Immagino una organizzazione in stile caserma militare…ci illustri la tua giornata tipo? 
“La mia filosofia di vita si può riassumere in “volere è potere”…Certo, non è facile essere mamma, moglie e atleta, ma la forza di volontà e un minimo di organizzazione sono sicura che mi consentiranno di interpretare al meglio tutti questi ruoli! Quella di sposarmi e di fare dei figli continuando ad essere un’atleta professionista è stata una scelta assolutamente ponderata ed anche se a volte la fatica è davvero tanta, avere una famiglia e delle responsabilità (grandi!) al di fuori dello sport è uno stimolo pazzesco che mi dà grinta ed energia. Ti posso dare una “giornata tipo” di quando mi allenavo a pieno regime prima della seconda gravidanza, ora Ilaria è nata da così poco che la fase degli allenamenti-tipo è ancora un miraggio:
h 8:00 sveglia e colazione.
h 9:00 accompagno Stefano all’asilo.
h 9:30 1° allenamento, generalmente bici o corsa.
h12.30 pranzo e primo pomeriggio generalmente dedicato a qualche lavoro di casa.
h 15:00 2° allenamento con nuoto o corsa.
H 16.30 Prendo Stefano dall’asilo e il resto della giornata fino a cena è tutto dedicato a lui.
h 20:00 cena, dopo cena metto a nanna Stefano e, a seconda, faccio ancora qualche lavoro di casa oppure esercizi di palestra o relax con mio marito. Finalmente.
Nei week-end o quando Stefano è a casa dall’asilo per altri motivi posso contare sull’aiuto dei miei genitori!! E cerco comunque di ritagliare degli spazi esclusivamente per me e mio marito…Il consiglio che posso dare a tutte è quello di interpretare al meglio qualsiasi ruolo si rivesta in ogni istante. Se sto con mio figlio sono mamma al 100%, se mi alleno divento Marta atleta…e con mio marito spero di essere una buona moglie! E’ difficile ma non impossibile raggiungere un buon equilibrio, basta impegnarsi un po’…”
Tuo marito è anche il tuo allenatore. Come è nato il vostro rapporto e come interpreta lui l’essere padre-marito-allenatore…ed anche manager per Brooks Running?
“Il rapporto con Giampaolo è nato in piscina ed il fatto che lui sia il mio allenatore ha lati positivi e negativi. Mi conosce come nessun altro e questo è sicuramente un vantaggio perché sa cosa può chiedermi, quanto posso dare in allenamento o in gara. A volte è troppo esigente, (lo è in tutto a dire il vero!) e visto che io sono un’impulsiva cronica perdo facilmente la pazienza di fronte a richieste che mi sembrano esagerate! Ma nel complesso direi che il rapporto allenatore atleta non influisce su quello di marito e moglie. Giampaolo svolge il suo lavoro come manager Brooks con una passione e una dedizione fuori dal comune ed io sia come compagna che come atleta sponsorizzata sono ben felice di potergli dare il mio sostegno e, quando richiesto, il mio parere e qualche consiglio”.
Diamo allora qualche consiglio a tutte le donne che ci leggono…che scarpe consigli ad una mamma ‘runner’ che per qualche mese deve fermarsi per la maternità? 
“La scarpa Brooks che ritengo più adatta all’attività fisica per la gravidanza e per la ripresa nell’immediato post parto è sicuramente la Trance che garantisce un’ottima protezione ed un comfort eccezionale”.
Quali invece le calzature che utilizzi in allenamento e in gara?
“In allenamento uso generalmente le Ravenna, le mie preferite in assoluto. Per allenamenti particolarmente lunghi calzo le Adrenaline mentre per le ripetute in pista le Racer ST o le T7 Racer. Questi ultimi due modelli citati sono anche i modelli che uso in competizione. Nel prossimo futuro riprenderò ad utilizzare le Pure Cadence, che ho provato poco prima della gravidanza e con le quali ho avuto subito un buon feeling!”
Cosa ti piace di Brooks Running e come giudichi il materiale dell’azienda statunitense?
“Di Brooks apprezzo soprattutto la continua ricerca tecnologica che mi assicura di avere ai piedi calzature sempre all’avanguardia e adatte alle mie esigenze. Sono stata inoltre piacevolmente sorpresa dalla linea di reggiseni sportivi Moving Comfort che Brooks ha iniziato a distribuire da pochi mesi”.
Cesare Monetti
CHI E’ MARTA GAIARDELLI
Ha praticato nuoto agonistico fino a circa 20 anni, sempre per la squadra del suo paese (Libertas Merate) con 2 stagioni in prestito alla SNAM di Milano con la quale ho vinto 1 scudetto (C.I. x team). Ranista di discreto livello, ha all’attivo vari titoli regionali, finali ai C.I giovanili, podio in coppa Italia (200 rana 1996), vittorie a parecchi Meeting nazionali/internazionali. Ha concluso la carriera nel 1996/97 continuando però ad allenarsi un paio di volte a settimana con i suoi compagni di squadra ed il suo allenatore “storico” Eugenio Brembilla presso la piscina di Merate (dove nel frattempo aveva iniziato a lavorare come istruttrice). Proprio in questa circostanza ha conosciuto Gianpaolo Sala, triathleta alla ricerca di un allenatore che lo aiutasse a migliorare la frazione di nuoto. Eugenio l’ha messo in corsia con lei e da allora non si sono più lasciati!!! Si frequentavano da poche settimane quando, per gioco, lui le ha proposto di partecipare ad una gara promozionale di triathlon (Sori 1998) alla quale ha fatto seguito lo sprint all’Elba del 1999 dove ha vinto fra gli amatori. Da lì la sua seconda carriera: il tesseramento per la Silca Ultralite (team di Giampaolo), le prime vittorie, i titoli a squadre, l’esordio in Nazionale e, nel 2003, la vera svolta, l’ingresso in Fiamme Azzurre e la possibilità di allenarsi da professionista!

Lascia un commento

Freelifenergy
Utilizzare la menta per combattere il caldo e migliorare la performance
Come combattere il caldo e incrementare la prestazione negli sport di endurance
La Psicologia dello Sport e la teoria dei Marginal Gains
#pastaparty
#Pastaparty intervista Costantin Bostan: in stampelle sulle strade del Passatore. E non solo!
Come alimentarsi durante la preparazione ad un evento sportivo
Il video della Milano Marathon: riviviamo le emozioni in 1 minuto