MAGICA NOTTE DI MEZZOFONDO

Una magica notte di mezzofondo con crono da favola nei 5000 metri maschili e nei 1500 metri femminili e un grande David Rudisha negli 800 (1’41”55) e una strepitosa Sally Pearson nei 100 ostacoli (12”40) hanno quasi messo in secondo piano la volata vincente di Tyson Gay nei 100 metri che hanno concluso il Meeting Areva di Parigi St. Denis allo Stade de France.
di Diego Sampoalo




Vediamo in dettaglio i migliori momenti della grande riunione parigina e le dichiarazioni più interessanti raccolte nell’immenso Stade de France nella periferia della Ville Lumiére.
5000 metri maschili: SETTE SOTTO I 12’50” E RECORD DEL MONDO JUNIORES:  C’era attesa per i 5000 metri maschili, ultima prova possibile per definire il terzetto che parteciperà alle Olimpiadi sui 5000 metri e le attese non sono state certo tradite visti i risultati emersi da uno dei più grandi 5000 metri di tutti i tempi per densità di prestazioni con addirittura sette uomini sotto i 12’50” e undici sotto i 13 minuti. L’etiope Dejen Gebremeskel, bronzo sui 5000 a Daegu e vincitore al Bislett Games a Oslo, ha frantumato la migliore prestazione dell’anno e il suo primato correndo in un sensazionale 12’46”81. il diciottenne Hagos Gebrehiwet ha realizzato uno strepitoso primato mondiale juniores con 12’47”53 superando l’altro junior confermandosi ancora il nome nuovo della stagione. Non è stato da meno anche  l’altro astro nascente Isiah Kiplangat Koech (12’48”64, primato personale).  Eccezionale livello tecnico con l’etiope Yenew Alamirew (vincitore alla Notturna di Milano del 2010), sceso per la prima volta sotto  i 13 minuti con 12’48”77, Thomas Longosiwa (12’49”04), John Kipkoech (12’49”50). Kenenisa Bekele , che inseguiva l’ultima possibilità per qualificarsi sui 5000 per le Olimpiadi di Londra, non è andato oltre la nona posizione in un comunque ottimo 12’55”79 battuto dal fratello Tariku (12’54”13)
“Non gareggerà sui 5000 alle Olimpiadi ma non sono deluso perché disputerò i 10000 metri. Non mi sono allenato abbastanza per meritare il posto in squadra sui 5000 ma va bene così”, ha detto Bekele.
800 metri maschili: ANCORA SUPER RUDISHA: David Rudisha inseguiva il record del mondo nell’ultima gara prima delle Olimpiadi di Londra ed è andato vicino all’impresa correndo in 1’41”55, settimo tempo della storia. Nelle graduatorie mondiali Rudisha detiene ora cinque dei migliori sette tempi (1’41”01, 1’41”09, 1’41”33, 1’41”51 e 1’41”55), mentre gli altri due tempi inclusi tra i primi sette tempi appartengono all’ex primatista del mondo Wilson Kipketer con 1’41”11 e 1’41”24.
 Rudisha è stato aiutato nei primi 400 dall’amico Sammy Tangui che è passato in 49”37. Alla campana dell’ultimo giro è cominciata la cavalcata solitaria del fuoriclasse keniano contro il cronometro ed è mancato davvero poco per realizzare l’impresa. Rudisha ha corso da solo.  Era davvero troppo il divario di  oltre quattro secondi nei confronti del secondo classificato Antonio Manuel Reina (1’45”62). Rudisha si concentrerà sulla sua prima Olimpiadi dove correrà 800 e probabilmente la staffetta 4×400 dove cercherà di emulare suo padre Daniel, vice campione olimpico nella staffetta del miglio a Città del Messico 1968.
“In condizioni perfette avrei battuto il record del mondo ma questa volta non era possibile a causa della pista bagnata e della lepre passata forse troppo velocemente. Era semplicemente troppo freddo per battere il record. Per il resto la gara è stata perfetta, non posso lamentarmi. Ora torno a casa ad allenarmi”, ha dichiarato a caldo Rudisha.
100 ostacoli femminili: SUPER PEARSON: 12”40: Una strepitosa Sally Pearson ha bruciato la pista dello stadio di Parigi vincendo in un eccellente 12”40, che ha migliorato di nove centesimi di secondo la sua migliore prestazione mondiale dell’anno stabilita a Oslo a inizio Giugno. Ottima anche la statunitense Virginia Crawford, che ha stabilito il suo record personale con 12”59 superando la britannica Tiffany Porter (12”74).
“Mi aspettavo una gara veloce e se avessi corso una gara perfetta avrei potuto correre in 12”3. Sono contenta del mio stato di forma. Ho colpito il quinto ostacolo ma questo mi ha dato la motivazione per lottare fino alla fine. Voglio vincere l’oro olimpico ma non posso garantirlo. Prima delle Olimpiadi gareggio ancora al meeting di Londra.”
100 metri maschili: GAY BATTE GATLIN E LEMAITRE: La temperatura fresca ha forse condizionato i tempi dei 100 metri, gara clou del meeting forse offuscata alla fine dalle tante prestazioni del mezzofondo.  La sfida era annunciata come il duello tra gli Stati Uniti e la Francia con i primi due dei Trials TJustin Gatlin e Tyson Gay e il campione europeo Christophe Lemaitre. Gatlin, vincitore ai Trials in 9”80, è partito meglio ma nel finale un ritrovato Gay lo ha superato. La freccia del Kentucky, che a Marzo temeva di non poter correre nemmeno ai Trials, è l’unico sotto i 10 secondi con 9”99, quattro centesimi meglio di Gatlin, mentre l’idolo del pubblico francese Lemaitre ha tagliato il traguardo in terza posizione in 10”08 davanti al giamaicano Nickel Ashmeade (10”14).
“Ho cercato di rimanere paziente. Sono forte mentalmente e sono pronto alle sfide. Ai Trials ho corso più velocemente ma qui ho corso meglio tecnicamente. E’ una lotta aperta per i Giochi con tanti uomini in grado di vincere: Bolt, Blake, Gatlin, io e il mio compagno di allenamenti Keston Bledman. Saraà un evento spettacolare”, ha detto Gay.
400 ostacoli maschili: MIGLIORE PRESTAZIONE MONDIALE DELL’ANNO DI CULSON 47”78: A quattro settimane dall’inizio delle gare di atletica dei Giochi Olimpici di Londra entra nel vivo la stagione dei 400 ostacoli. Sicuramente la gara di Parigi è stata la migliore dell’anno finora con due uomini sotto i 48 secondi. Javier Culson ha realizzato la migliore prestazione mondiale dell’anno con 47”78 ma ha dovuto difendere nel finale il primo posto dall’attacco del campione del mondo David Greene che ha migliorato il suo record personale per quattro centesimi con 47”84. Bene anche il due volte campione del mondo e ex campione del mondo Felix Sanchez, terzo con 48”56, suo primato stagionale. Con la terza vittoria nella Diamond League dopo Roma e Oslo Culson incrementa il suo vantaggio nella classifica generale della Diamond Race con 12 punti
“Rispetto alla gara di Oslo sono partito meglio ma ho avuto dei piccoli problemi prima dell’ultimo ostacolo. Nel complesso sono soddisfatto della gara. Non mi considero il favorito per le Olimpiadi. Ci sono altri ostacolisti di grande livello, soprattutto Greene che gareggerà in casa. Ora ho un’altra gara e un training camp a Londra. Prima delle Olimpiadi rimarrò in Europa. Alle Olimpiadi spero di emulare il mio idolo Felix Sanchez che vinse a Atene 2004”, ha detto Culson. 
400 metri femminili: MONTSHO 49”77: La campionessa del mondo dei 400 metri Amantle Montsho ha firmato un altro tempo sotto i 50 secondi in questa stagione con 49”77 pochi giorni dopo aver vinto il suo terzo titolo africano a Porto Novo nel Benin con il suo nuovo record di 49”54, due centesimi meglio rispetto al tempo con il quale si aggiudicò il titolo mondiale a Daegu.
1500 metri femminili:  IN CINQUE SOTTO i 4 MINUTI: La marocchina Mariem Alaoui Selsouli, seconda agli ultimi Mondiali Indoor sui 1500 metri, ha stabilito la migliore prestazione mondiale dell’anno con un eccellente 3’56”15 in una gara con ben cinque donne sotto i 4 minuti. La fresca campionessa europea di Helsinki Asli Cakir Alptekin, ha stabilito il primato personale con 3’56”62. Abeba Aregawi, vincitrice a Roma e Oslo e precedente primatista stagionale con il 3’56”54 del Golden Gala, ha abbattuto il muro dei 4 minuti per la terza volta in questa stagione con 3’58”59. Viola Kibiwott ha stabilito il suo primato personale con 3’59”25 chiudendo quarta davanti alla marocchina Ibtissam Lakhouad (3’59”66). L’ucraina Anna Mishchenko, terza agli Europei di Helsinki, è seconda delle europee con 4’01”16.
3000 siepi maschili: KIPSIELE KOECH RISCATTA I TRIALS: Paul Kipsiele Koech ha riscattato l’amaro settimo posto ai Trials Keniani che lo estromesso dai Giochi Olimpici di Londra vincendo in 8’00”57 (nuovo record del meeting) davanti ai connazionali Brimin Kipruto e Abel Mutai che hanno conseguito la qualificazione. E’ difficile che Koech possa venire preso in considerazione dai selezionatori keniani dopo quest’ultima gara. Purtroppo il formidabile siepista keniano, detentore della terza migliore prestazione mondiale di sempre, non riesce ad esprimersi al meglio nelle gare in altura e anche quest’anno ha mancato la qualificazione per il grande appuntamento. Nella sua carriera è sceso tante volte sotto gli 8 minuti ma nei grandi campionati ha vinto un solo bronzo olimpico a Atene 2004 e un argento ai Mondiali Indoor sui 3000 a Valencia.
“Questa vittoria significa molto per me. Il mio obiettivo è vincere tutte le gare e battere il record del mondo a Montecarlo. I meeting del circuito europeo sanno la mia Olimpiade. Il mio paese non ha fiducia nei miei risultati sebbene ho dimostrato ai dirigenti keniani che sono in grado di vincere grandi gare. Mi è stata negata la possibilità  Sono cresciuto in un paese sul livello del mare e ho problemi a correre in altura. Non posso farci niente. Sono loro i capi….”, ha detto polemicamente Paul Kipsiele Koech.
Il resto del meeting:   
3000 siepi femminili: Gara con finale in volata dove Habiba Ghribi, la prima donna tunisina capace di vincere una medaglia d’argento ai Mondiali di Daegu, ha superato negli ultimi metri la keniana Lidya Chepkurui in 9’28”81, nuovo record del meeting.
“Era la mia prima grande gara della stagione. Ho ritardato il debutto stagionale a causa di un infortunio al tallone. La gara é andata bene. Ho sfruttato un treno perfetto. Sull’ultimo rettilineo ho dato tutto. Non penso di correre più prima delle Olimpiadi”, ha detto la Ghribi.
200 metri femminili: L’ivoriana Murielle Ahourè, vice campionessa del mondo dei 60 metri indoor, si è confermata ancora la grande rivelazione dello sprint mondiale vincendo il 200 in 22”55 davanti alla statunitense Bianca Knight (22”64). In questa stagione la Ahouré ha vinto i 100 al Golden Gala e i 200 a Oslo.
Salto con l’asta maschile: La fatica dopo l’eccezionale gara degli Europei di Helsinki si è fatta sentire sulla pedana di Parigi dove il doppio campione europeo Renaud Lavillenie mantiene l’imbattibilità stagionale vincendo davanti al pubblico di casa con 5.77.
Lancio del giavellotto maschile: L’ucraino Oleksander Pyanytsya ha inflitto la seconda sconfitta stagionale al fresco campione europeo Vitezelav Vesely con un lancio da 85.67 al quinto tentativo. Vesely ha provato a rispondere lanciando 83.93 all’ultimo tentativo ma non é bastato per vincere.      
Salto in alto femminile: La campionessa del mondo indoor Chaunte Lowe non è riuscita a ripondere al 2.03 della russa Anna Chicherova ai Campionati russi ma con 1.97 ha conquistato la terza vittoria in questa stagione della Diamond League dopo Shanghai e Oslo. Secondo posto per l’ucraina Olena Kholosha con 1.95. Terza la fresca campionessa d’Europa Ruth Beitia con 1.92.
Lancio del peso maschile: In una gara senza particolari acuti il canadese Dylan Armstrong, vice campione del mondo a Daegu, ha vinto con un lancio da 20.54 al primo tentativo davanti al quarto classificato dei Trials statunitensi Joe Kovaks (20.44).  
Lancio del disco femminile: L’australiana Dani Samuels si è imposta in una gara sottototo svoltasi ad inizio meeting sotto la pioggia con 61.81 al quinto tentativo davanti alla due volte campionessa europea Sandra Perkovic (61.46). 
Salto in lungo femminile: La russa Yelena Sokolova, fresca vincitrice ai Campionati Russi di Cheboksary con 7.06, ha battuto di cinque centimetri la britannica Shara Proctor grazie ad un miglior salto di 6.70.
Salto triplo maschile: L’unico uomo capace di saltare oltre i 17 metri in questa  stagione è il bahamense Leevan Sands che si è aggiudicato la prova con il suo personale stagionale di 17.23.

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