OSCAR PISTORIUS: TANTE SFIDE, LO SPORT, IL CRONOMETRO E I PREGIUDIZI

di Andrea Giannini

La vita è bella perché permette di affrontare di petto tante sfide: nello sport contro gli avversari, il cronometro o la fettuccia metrica, ma anche tutti i giorni contro pregiudizi, ignoranza e luoghi comuni.
La grande vittora di Oscar Pistorius– che alle Olimpiadi di Londracorrerà sia i 400 metriche la staffetta 4×400 metri con la maglia del Sudafrica – rappresenta il sunto di tutto questo, di un pugno di anni passati a sudare nei campi ma anche a combattere nelle aule dei tribunali contro chi considerava (e c’è chi lo fa tuttora) un ragazzo che aveva solo voglia di correre e di confrontarsi con gli avversari, come un mostro a sette teste che avrebbe sconquassato il pacifico (ma anche terribilmente conservatore e noioso) arengo dell’atletica internazionale.
Era il maggio del 2008 e una sentenza del Tas di Losanna dette finalmente la possibilità a Oscar Pistorius di correre in tutte le gare internazionali, Olimpiadi comprese. Pechino era troppo vicina per pensare di raggiungere lo standard di qualficazione, per cui ci sedemmo a un tavolo e decidemmo di preparare al meglio il quadriennio successivo, puntando su Londra: due anni di “costruzione”, puntando tanto sugli allenamenti in pista ed in palestra, altri due di “prestazione”, dove si sarebbero privilegiate le gare per confrontarsi con i migliori atleti internazionali. Ore e ore passate in pista, altrettante nell’adiacente palestra con un lavoro di forza costruito appositamente per le sue esigenze, il tutto al fine di costruire il sogno. Un sogno che adesso, come nelle più belle storie, è diventato realtà.
Adesso Oscar è diventato davvero grande, si esibisce nei più importanti palcoscenici mondiali, ma non potrò mai dimenticare quei tanti mesi passati fianco a fianco per costriure questo sogno, che adesso finalmente si realizza. Saremo con lui a Londra, e nelle altre grandi sfide che affronterà in futuro.
Forza Oscar!

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