DONATO SALTA NELL’ORO

Finalmente l’italia si aggiunge ai paesi che hanno vinto almeno una medaglia d’oro grazie alla fantastica impresa di un grandissimo Fabrizio Donato che corona una carriera davvero lunga e ricca di successi con una medaglia d’oro all’aperto che va ad aggiungersi all’oro agli Europei Indoor di Torino 2009 e l’argento sempre agli Europei Indoor di Parigi con il magnifico salto da 17.73. 
di Diego Sampaolo

Oggi in una giornata piovosa il saltatore laziale ha realizzato la gara all’aperto più bella della carriera. Nel primo salto ha messo le cose al sicuro con un salto da 17.63 ventoso solo per l’anemometro che segnava +2.8 m/s ma in condizioni avverse su una pedana bagnata. Anche il secondo e il terzo salto misurati a 17.53 e 17.49 regolari sarebbero bastati per vincere l’oro. Infatti l’ucraino Sheryf El Sheryf, campione europeo under 23 a Ostrava 2011 con 17.72, non è andato oltre un comunque ottimo 17.28 (ventoso +2.2 m/s). Interessante la storia dell’ucraino di sangue misto (papà medico siriano e mamma ucraina). Aliaksander Tsiapik della Bielorussia ha completato il podio con 16.97.

La medaglia di Fabrizio premia una specialità come il triplo che vanta grandi tradizioni in Italia e ora sta dando belle soddisfazioni alla nostra atletica. Ben quattro triplisti avevano il minimo per gli Europei. Oltre agli azzurri di Helsinki Donato, Greco e Schembri (qui decimo in finale con 16.40 ventoso +2.7 m/s) c’è anche il ventunenne dell’Atletica Riccardi Andrea Chiari, campione italiano indoor con 16.85 e quinto dei Mondiali Juniores di Moncton 2010.
“Sapevo di stare bene. Dopo l’infortunio dei Mondiali di Istanbul ho impiegato tempo per recuperare. Era la mia prima gara della stagione e non sapevo quanto potevo valere. Questa medaglia è un bel trampolino di lancio verso le Olimpiadi Londra. Sinceramente ci speravo anche se la mia preparazione è incentrata verso Londra. Oggi pioveva e mi ha portato fortuna. Speriamo che a Londra piova….””, ha detto Vizzoni
Finalmente l’atletica azzurra ha ritrovato linfa con l’oro di Donato e la fredda serata è proseguita con lo splendido argento di Daniele Meucci nei 10000 metri in 28’22”73 nella scia del keniano naturalizzato turco Polat Kemboi Arikan (28’222”27), già medaglia di bronzo nei 5000 metri dove l’ingegnere pisano era finito al quinto posto. Dopo il bronzo di Barcellona 2010 Meucci ha aggiunto al suo palmares in campo europeo. Era una medaglia attesa ma tutt’altro che scontata viste le sorprese che possono capitare in una manifestazione di campionato. Lo splendido podio per i colori azzurri é stato completato dal bronzo vinto dal russo Yevgeniy Rybakov (28’22”95).
“Ho avuto qualche problema allo stomaco ai 5 km. Alla fine ero stanco ma ho continuato a spingere. La medaglia d’oro era davvero vicina ma sono contento dell’arento”, ha detto Meucci. 
Lancio del martello maschile: VIZZONI QUINTO: Per il capitano dell’atletica azzurra Nicola Vizzoni un’altra finale e un altro piazzamento di prestigio come il quinto posto con la misura di 75.13 ma è mancato qualcosa per vincere un’altra medaglia dopo l’argento di Barcellona 2010. Krisztina Pars, argento a Daegu e bronzo a Barcellona, era il logico favorito visto il 82.28 di accredito in questa stagione  Questa volta è mancato un lancio da 80 metri ma il 79.72 della vittoria è un risultato che vale su una pedana bagnata. Il russo Aleksey Zagorny, terzo dopo cinque lanci, ha strappato la medaglia d’argento al vetreano polacco Szymon Ziolkowski (76.67), avversario di mille battaglie di Vizzoni.
Finale del lancio del disco maschile: Robert Harting, già due volte oltre i 70 metri in questa stagione, ha confermato la sua schiacciante supremazia vincendo il primo oro europeo della sua carriera dopo le vittorie mondiali di Berlino e Daegu. Per il gigante tedesco la misura della vittoria di 68.30 è arrivata al quarto tentativo ma anche il secondo miglior lancio di 67.07 sarebbe stato sufficiente per battere il campione olimpico in carica di Pechino Gerd Kanter (66.53) e l’ungherese Zoltan Kovago (66.42).
Finale 100 ostacoli femminili: NEVIT YANIT DI NUOVO CAMPIONESSA EUROPEA: La turca  Nevit Yanit si è riconfermata campionessa europea a due anni di distanza dall’oro di Barcellona 2010. La Yanit, che è rimasta nascosta tutta la stagione, è emersa ancora nell’occasione più importante vincendo in 12”81 con vento contrario di -1.4 m/s davanti alla campionessa europea under 23 Alina Talay della Bielorussia (12”91) e alla bielorussa Ekaterina Poplayskaya (12”97). Brave le azzurre Marzia Caravelli (sesta in 13”11) e Micol Cattaneo (ottava in 13”16). Da rimarcare il quarto posto della giovanissima austriaca Beate Schrottm quarta con il personale stagionale eguagliato di 12”98. Una ragazza di cui sentiremo parlare ancora in futuro.
Finale 3000 siepi femminili: ORO TURCO: La turca Gulcan Mingir ha trionfato in 9’32”96 rispettando i pronostici della vigilia che la vedevano favorita in virtù della migliore prestazione europea dell’anno di 9’13”53 stabilito ad inizio Giugno. La gara si è risolta in uno sprint tra la Mingir e l’ucraina Schmidt che è finita solo sette centesimi dietro in 9’33”03. Antje Moldner Schmidt si è aggiudicata il derby tutto tedesco per la medaglia di bronzo con la talentuosa Gesa Felicitas Krause, campionessa europea juniores e finalista lo scorso anno a Daegu a soli 19 anni.
Finale 200 metri maschili: DOPPIETTA OLANDESE: L’Olanda ha dominato una finale dei 200 metri svoltasi con un freddo autunnale più che estivo che spiega i tempi finali altissimi. Ha trionfato Chrandy Martina in 20”42 davanti al connazionale Patrick Van Luijik (20”87), mentre il bronzo è andato al britannico Daniel Talbot (20”95). Fuori dal podio il belga Jonathan Borlée che ha scelto di correre i 200 in preparazione ai 400 olimpici. Martina ha gareggiato in passato per le Antille Olandesi alle Olimpiadi di Pechino dove arrivò secondo sui 200 metri dietro a Bolt prima di venire squalificato ingiustamente per invasione di corsia. Lo statunitense Shawn Crawford decise di restituirgli la medaglia olimpica ritenendo Martina il legittimo proprietario della medaglia. Martina è diventato olandese  da quando le Antille Olandesi non sono più affilate alla IAAF.  
Finale 200 metri femminili: Il vento e la pioggia hanno appesantito fortemente condizionato la gara appesantendo i tempi finali. L’ucraina Mariya Ryemyen si è messa al collo la medaglia d’oro in 23”05 (-1.3 m/s) superando la connazionale Hrystina Stuy (23”17) e la campionessa uscente francese Myriam Soumaré (23”21). La ventenne olandese Dafne Schippers, che aveva brillato in semifinale correndo in 22“70, non è andata oltre il quinto posto in 23”53 ma di lei ne sentiremo sicuramente parlare.  
Salto con l’asta femminile: Vittoria della ceca Jirina Ptacnikova con 4.60 a pari misura ma con un numero minore di errori sulla tedesca Martina Strutz, che bissa l’argento dei mondiali di Daegu e sulla greca Nikolia Kiriakopoulu.  

Eptathlon (risultati finali): Secondo successo europeo di Ida Antoinette Nana Djimou dopo il trionfo in casa agli Europei Indoor di Parigi Bercy. La francese ha stabilito il nuovo primato personale con 6544 punti grazie ad un ottimo secondo giorno dove ha saltato 6.42 nel lungo, ha vinto il giavellotto con 56.82 e ha corso gli 800 in 2’17”99. In tutto ha vinto due gare (100 ostacoli in 13”11 e il giavellotto) e si è classificata seconda nel lungo. Lyudmila Yosipenko, già terza al meeting delle prove multiple di Gotzis, ha vinto l’argento con 6387 punti (nella seconda giornata ha realizzato 6.14 nel lungo, 49.64 nel giavellotto e 2’17”63 negli 800 metri). Bronzo a sorpresa per la lituana Laura Ikauniece con il primato personale di 6335 punti.

Semifinali 100 ostacoli femminili: Stupenda gara di Micol Cattaneo che ha corso una delle gare più belle della sua vita qualificandosi molto meritatamente per la finale con il terzo posto in 13”10 (con vento contrario di -2.3 m/s) alle spalle della medaglia di bronzo dei mondiali indoor Alina Talay (13”03) e della giovane e talentuosa austriaca Beate Schrott (13”08). Brava anche Marzia Caravelli che ha acciffato una difficile qualificazione per ripescaggio dei tempi grazie al quinto posto in 13”15. La seconda semifinale è stata vinta dalla campionessa europea uscente Nevit Yanit della Turchia con 12”92 davanti alla bielorussa Ekaterina Poplavskaya (13”03) e alla promettente campionessa belga Anne Zagré (13”08).

Batterie staffetta 4×400 femminile: La collaudata staffetta 4×400 (Chiara Bazzoni, Maria Enrica Spacca, Libania Grenot e Marta Milani) ha avuto il merito di provarci fino in fondo anche se il 3’31”64 con il quale Marta Milani ha tagliato il traguardo in quinta posizione dietro alla Francia (3’29”03), alla Gran Bretagna (3’29”96), alla Republica Ceca (3’30”86) e alla Russia (3’31”35), alla fine non è bastato. Alla fine l’Italia si è classificata decima nel computo delle due semifinali.

Batterie staffetta 4×400 maschile: Strappa la sufficienza piena anche la 4×400 italiana (Lorenzo Valentini, Isalbet Juarez, Andrea Barberi, Claudio Licciardello) maschile che ha dato il massimo delle proprie possibilità anche se il quinto posto in 3’08”78 sotto la pioggia non è bastato per andare in finale ma oggettivamente il compito non era facile contro squadroni come la Gran Bretagna (3’05”50), la Polonia (3’05”69), la Germania (3’05”71) e la Francia (3’06”44). Con gli inserimenti futuri di due giovani talenti come Michele Tricca e Marco Lorenzi l’Italia potà costruire una bella staffetta del miglio competiva anche a livello internazionale. 

Lascia un commento

Attualità Cross Eventi Interviste&Personaggi Trail Ultramaratona
Il 17 dicembre corri con Timing Data Service
E’ tutto pronto per l’11° Allenamento di Natale
Road to Reggio Emilia: i top runner al via della maratona
Abbigliamento Accessori Calzature
Le calze a righe di Sara Dossena a NY? Ecco dove le puoi comprare
SCOPRI FOCUS E PHOTOCROMATIC, LE LENTI RETINA SHIELD DI SZIOLS
Con le 361° Stratomic…vado un grado oltre