BOLT 9″79 MA ANCHE POWELL VA FORTE

Il Bislett Stadium, stadio centenario e storico tempio dell’atletica, è stato baciato da un bel sole che ha riscaldato il competente e sportivo pubblico norvegese.  Pagine memorabili sono state scritte in questo magnifico stadio dove sono stati battuti 69 record del mondo. Quest’anno non sono caduti nuovi primati del mondo ma la serata verrà ricordata per lo show offerto da Usain Bolt che con il record del meeting di 9”79 ha battuto un pimpante Asafa Powell, che ha corso molto meglio rispetto al Golden Gala riducendo il gap nei confronti dell’amico-rivale giamaicano. Con il 9”85 Powell ha migliorato il suo record stagionale stabilito ad inizio Maggio al meeting di Doha.
di Diego Sampaolo

Come al Golden Gala il pubblico si é riscaldato al ritmo della famosa canzone Viva la Vida dei Coldplay che ha accompagnato l’ingresso in pista dei campioni. Tra questi c’era anche la freccia di Borgaretto Fabio Cerutti, unico rappresentante della nostra atletica a Oslo.
Powell è partito molto bene mentre Bolt è stato macchinoso a mettersi in moto dai blocchi ma nella fase di accelerazione ha disteso le sue lunghissime leve che gli hanno permesso di avere la meglio su Powell per sei centesimi. Per Bolt si tratta delal seconda migliore prestazione mondiale dell’anno a tre centesimi dal 9”76 del Golden Gala.
Incredibile quello che è successo dopo il traguardo quando una ragazza incaricata di dare i fiori a Bolt si è scontrata con il campione giamaicano cadendo per terra fortunatamente senza conseguenze. Il giro d’onore è stato accompagnato dal ritmo della musica reggaee giamaicana.
Il meeting di Oslo, nobilitato da 5 migliori prestazioni mondiali dell’anno ha offerto anche un bello spettacolo di pubblico che ha riempito lo stadio in ogni ordine di posto. Come sempre la gente che abita nelle vicinanze dello stadio ha assistito al meeting gratuitamente dal balcone della propria abitazione che si affaccia sullo Stadio Bislett.
100 ostacoli femminili: FAVOLOSA PEARSON 12”49: Al debutto stagionale su suolo europeo la campionessa mondiale outdoor e indoor Sally Pearson ha eguagliato il suo miglior tempo mondiale dell’anno con 12”49, stesso tempo già realizzato nella tappa australiana del World Challenge della IAAF di Melbourne ad inizio Marzo. Ottima anche la statunitense Kirsti Castlin, seconda con il suo primato di 12”56 con un netto vantaggio sulla britannica Tiffany Porter (12”70). Delusione per la regina dell’eptathlon Jessica Ennis che è stata squalificata per falsa partenza dopo aver corso ottimamente in batteria in 12”83.
“Mi sentivo stanca per il fuso orario. Essere la donna da battere mi permette di essere ancora più motivata”, ha dichiarato la Pearson. 
Dream Mile: VITTORIA DA SOGNO PER ASBEL KIPROP: Il Dream Mile, il Miglio da sogno, è la gara che normalmente chiude il meeting di Oslo ma il privilegio di concludere la riunione é stato riservato come l’anno scorso ai 100 metri di Sua Maestà Usain Bolt. Il Miglio da sogno ha tenuto fede alla sua denominazione con una gara molto bella vinta per il secondo anno consecutivo dal campione olimpico e mondiale Asbel Kiprop che con 3’49”22 ha abbassato la migliore prestazione mondiale dell’anno da lui stesso detenuta. Bella lotta per il secondo posto vinta dal keniano Caleb Ndiku che con 3’50”00 ha prevalso per due centesimi sull’etiope Gebremedhin Mekonnen.
400 ostacoli maschili: CULSON PRIMO TEMPO SOTTO I 48 SECONDI DEL 2012: Continua l’ottima stagione del portoricano Javier Culson che con 47”92 è il primo uomo a scendere sotto la barriera dei 48 secondi in questa stagione. Questo risultato che conferma gli ottimi riscontri stagionali di Ponce (48”00) e Roma (48”14) proietta Culson nel ruolo di favorito per la vittoria nella Diamond League e alle Olimpiadi visto anche il divario sul giovane trinidegno Jehue Gordon, secondo con 48”78.
400 metri femminili: MONTSHO SOTTO I 50 SECONDI: Amantle Montsho, prima donna del Botswaan capace di vincere un titolo mondiale, ha destato un’eccellente condizione di forma vincendo in 49”68, a soli cinque centesimi dal tempo fatto segnare Sabato scorsa a Eugene dove è stata battuta da Sanya Richards Ross.
3000 siepi femminili: RECORD DEL MEETING E PRIMATO AFRICANO DI MILCAH CHEMOS: La pista tanto cara al mezzofondo regala un risultato mostruoso della due volte medaglia di bronzo mondiale Milcah Chemos che polverizza il record dello stadio Bislett e il suo record africano  con 9’07”14 e diventa la quarta di sempre sulla distanza Gara di eccezionali contenuti tecnici con altre due donne sotto il muro delle 9’10”. Si tratta delle etiopi Sofia Assefa (9’09”00) e Hiwot Ayalew (9’09”61) che avevano già fatto da damigelle alla Chemos pochi giorni fa a Eugene.  Da sottolineare in chiave europea il 9’33”10 della tedesca Gesa Felicitas Krause e il 9’38”45 che ha regalto il minimo olimpico alla britannica Ellish McColgan, figlia d’arte di Liz McColgan, campionessa del mondo dei 10000 metri a Tokyo 1991.
5000 metri maschili: GEBREMESKEL A SORPRESA: Gara stupenda che ha esaltato la sfida uomo contro uomo. Con un eccellente ultimo giro l’etiope Dejan Gebremeskel, bronzo ai Mondiali sui 5000 a Daegu, ha conquistato il successo di misura in 12’58”92 ma a sorprendere è ancora il giovanissimo Hagos Gebrehiwot che, dopo il successo di Shanghai, ha portato a casa altri due punti nella Diamond Race grazie al secondo posto con 12’58”99, il primo tempo sotto i 13 minuti della sua carriera (ricordiamo che è nato nel 1994 ed è ancora junior, fu quinto ai Mondiali allievi sui 3000 metri). Il terzo uomo capace di scendere sotto i 13 minuti é stato il vincitore delle prime due edizioni della Diamond League Imane Merga che con 12’59”77 ha preceduto Tariku (13’00”41) e Kenenisa Bekele (13’00”54 migliore prestazione stagionale).   
1500 metri femminili: La gara non è stata veloce come quella del Golden Gala di Roma ma la vincitrice è la stessa Abebe Aregawi che, dopo il favoloso 3’56”54 dell’Olimpico, ha avuto ancora la meglio sulla connazionale Genzebe Dibaba in 4’02”42. La Aregawi è un’etiope che vive per parte dell’anno in Svezia. La Dibaba, prima a Shanghai e terza a Roma, si è dovuta accontentare del secondo posto in 4’03”28. Nel predominio africano irrompe anche un po’ d’Europa con l’ucraina Anna Mishchenko che con il tempo di 4’03”33 strappa il terzo posto alla campionessa del mondo indoor dei 3000 Hellen Obiri.
Lancio del giavellotto maschile: 88.11 DI VESELY: Viteszlav Vesely, giavellottista della Repubblica Ceca allenato dal grande Jan Zelezny, ha destato ancora una straordinaria impressione vincendo nel tempio norvegese del giavellotto con un fantastico 88.11 m. Ottimo anche il vice campione europeo under 23 Fatih Ayan della Turchia con la bella misura di 83.82 con la quale si è permesso di battere il campione olimpico Andreas Thorkildsen.
Lancio del peso maschile: Grande risultato del campione olimpico Tomas Majewski che scaglia il peso a 21.38 e batte il vicecampione mondiale Dylan Armstrong (20.82) e il campione mondiale David Storl  (20.69).
Salto con ‘asta maschile: LAVILLENIE VERSO IL TERZO SUCCESSO NELLA DIAMOND LEAGUE: Il francese Renaud Lavillenie si avvicina al terzo successo nella Diamond Race ripetendo la stessa misura di 5.82 con la quale si è imposto al Golden Gala.
Salto in lungo femminile: KUCHERENKO 6.96: Bella gara con ottime misure. Olga Kucherenko sfiora i 7 metri con 6.96 che basta per vincere con un margine di sette centimetri Elena Sokolova. Terza la statunitense Janay De Loach con 6.78
Salto in alto femminile: LOWE BATTE HELLEBAUT: Chaunte Lowe salta ancora 1.97 come a Eugene ma questa volta è sufficiente per vincere con un margine di quattro centimetri sulla campionessa olimpica Tia Hellebaut.
Salto triplo maschile: Gara senza grandi misure dove Lyukman Adams (mamma russa e papà medico nigeriano) salta 17.09 e supera il campione del mondo Christian Taylor (17.06) e il campione europeo under 23 Sheryf El Sherif, terzo con 17.03, finalmente oltre i 17 metri anche se lontano dall’incredibile 17.72 stabito agli Europei Under 23 di Ostrava.
Lancio del disco femminile: Terza vittoria su tre gare nella Diamond League per la croata Sandra Perkovic che non realizza misure mostruose ma il lancio da 64.89 m è stato sufficiente per battere la primatista stagionale Nadine Muller (63.60) e la medaglia di bronzo mondiale Yarelis Barrios (63.57).  
200 metri femminili: AHOURE 22.42 QUINTO MIGLIOR TEMPO DELL’ANNO: Murielle Ahoure, vincitrice dei 100 metri del Golden Gala con il record nazionale della Costa d’Avorio di 11”00, ha stabilito un nuovo record nazionale sui 200 con un ottimo 22”42, quinta migliore prestazione mondiale dell’anno.
100 metri femminili: Pubblico norvegese letteralmente in delirio per la vittoria della beniamina di casa Ezinne Opkaraebo (nome che lascia trasparire chiare origini nigeriane) che conquista il successo in 11”31 in una gara non valida per la Diamond League.

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