LODETTI, LA GRANDE SPERANZA DEL MEZZOFONDO ITALIANO

Saro Naso, il tecnico che lo ha scoperto e lo sta svezzando con la bravura e la pazienza che da sempre gli appartengono, qualche mese fa aveva annunciato senza remore: “Ho in mano un ragazzo destinato a diventare il più forte specialista italiano degli 800 metri”.

Con i giovani è sempre bene andare cauti. E solo il tempo dirà se Saro – che per la verità mai si era sbilanciato a tal punto, nemmeno con un’atleta del calibro di Marta Milani – è stato buon profeta. Ma intanto Guido Lodetti ha appena posato la prima pesante pietra della sua ancor giovanissima carriera. Giovedì scorso, all’Arena di Milano, il diciassettenne portacolori dell’Atletica Bergamo ’59-Creberg ha realizzato infatti sugli 800 metri la prestazione tecnica più importante mai firmata da un giovane bergamasco, considerando tutte le specialità dell’atletica. In un meeting regionale, ha fermato infatti il cronometro a 1’50”79, tempo con il quale ha demolito il primato personale di quasi 3 secondi e mezzo. Una prodezza che non solo vale il minimo per i Mondiali Juniores di Barcellona (1’51”00:

ricordiamo che Lodetti è ancora nella categoria allievi), ma rappresenta anche la quarta prestazione italiana under 18 di sempre, a poco più di un secondo dal primato nazionale stabilito nel 2006 dal milanese Mario Scapini (1’49”61) e vicinissimo ai tempi di due grandi talenti della specialità come Andrea Fornelli (1’50”5) e il due volte finalista olimpico Donato Sabia (1’50”6).
Tabelle Iaaf alla mano (che, attraverso opportuni punteggi, servono per confrontare fra loro le prestazioni ottenute in discipline diverse), l’exploit di Lodetti, gare di marcia escluse, si installa al primo posto fra quelli realizzati alla sua età dai migliori talenti dell’atletica bergamasca. Giusto per fare dei paragoni, equivale a correre i 100 in 10”60 o a saltare 2.13 in alto, a correre i 3000 in 8’08” o a superare 5.11 nel salto con l’asta.
Atleta dalle straordinarie doti fisiche – sfiora il metro e 90 d’altezza – il ragazzone di Celadina, studente al Liceo Scientifico Mascheroni,  si è avvicinato all’atletica all’età di 11 anni. Cresciuto nella Polisportiva Brembate Sopra, sino al 2010, quando era ancora nella categoria cadetti, ha praticato un po’ tutte le specialità, senza peraltro ottenere in nessuna delle prestazioni tecniche tali da arrivare ai vertici delle rispettive graduatorie e da lasciar ipotizzare un futuro importante. Poi l’anno scorso, al debutto tra gli allievi e con l’obiettivo ormai puntato solo sulle distanze classiche del mezzofondo, è arrivato il primo significativo salto di qualità. Sugli 800, con 1’56”89, ha chiuso la stagione al decimo posto nella lista italiana di categoria. E da lì, senza nemmeno esagerare troppo con gli allenamenti, ha cominciato la sua escalation, che giovedì l’ha portato appunto a correre 6 secondi più veloce di un anno fa, salendo sul trampolino di lancio per puntare al record italiano di categoria. Ma il limite di Scapini è solo uno degli obiettivi di questa stagione, cominciata con il titolo tricolore indoor dei
1000 metri. Gli altri sono la maglia azzurra (e per i Mondiali juniores di Barcellona, dal 10 al 15 luglio, manca solo l’ufficialità, che arriverà entro fine mese) e il titolo italiano (in palio a fine settembre a Firenze), senza dimenticare la tappa di passaggio dalla finale di serie A dei campionati di società (il 23 e 24 giugno a Milano), nella quale il suo apporto in tre gare sarà fondamentale per cercare di portare più in alto possibile l’Atletica Bergamo ’59-Creberg.

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