USAIN BOLT RE DI ROMA: 9″76

Lo aspettavano tutti, ma forse quello più contento è davvero lui. Usain Bolt vola sul rettilineo dei 100 metri all’olimpico di Roma e ferma il cronometro a 9″76, un crono di grande valore, record mondiale stagionale ma soprattutto per il giamaicano una liberazione dopo una settimana di angoscia e punti di domande nella sua testa. 
di Cesare Monetti

Quel 10″04 di venerdì scorso a Ostrava era strano, troppo strano per uno della sua classe. 


E infatti eccolo puntuale alla riscossa, 9″76 e tutti zitti, anzi tutti in piedi perché qui all’Olimpico è stata una vera festa dell’atletica. Inutile fare paragoni con altri sport, sarebbe inchiostro sprecato. 

Usain Bolt è qui a Roma da sabato, ormai è padrone della città, ha conquistato i romani e Roma ha conquistato lui, difficilmente in altri paesi dove va a correre trova un tifo così caloroso. Bisogna dirlo, in questo noi italiani siamo davvero i numeri uno.

Entra lui in pista e lo stadio si infiamma, la musica è sparata dalla casse e l’Olimpico sembra una discoteca da 50mila persone, Usain ne gode, ci gioca, si vede che si sente a casa sua. La quarta corsia ormai è casa sua. bacia e ribacia la maglia italiana della nazionale di calcio…la fortuna vuole che lo sponsor sia lo stesso. L’atletica mondiale deve ringraziare il cielo che è nato uno come Bolt, lui è l’immagine dell’atletica, quella bella, quella vera, quella dove anche le grande imprese sembrano facili perchè Usain il sorriso non lo perde mai.

La gara ha il solito copione, Powell parte forte e Usain è costretto nei primi trenta metri ad inseguire, il pubblico trattiene il fiato…ce la farà anche questa volta a rimontare??? Certo che ce la farà, lui è Usain, sembra quasi di scambiarlo ormai per un super eroe. I suoi ultimi 70 metri sono di una potenza disarmante, i piedi rispondono bene, la falcata si apre ed è leggera. 90 metri…Bolt è davanti ormai con un metro di vantaggio…vittoria, un occhio veloce al cronometro 9″76 e quel braccio che vola in alto, dritto davanti a se ed un solo pensiero…”Sono ancora il numero uno”.


“Da sabato sto andando a letto presto in modo da riposare a dovere. A Ostrava ero stanco, non avevo riposato abbastanza e la differenza è evidente ora. La mia gara non è stata perfetta, bensì migliorata, buono il lanciato, buona la partenza, due fasi che sono collegate tra loro. Dopo Ostrava in tanti mi hanno messo in discussione, ma io non ho mai dubitato di me stesso. Ora sono contento per me e per il pubblico di Roma, mi ha dato un sacco di energia. Ne avevo bisogno”.

Londra è sempre più vicina…Bolt c’è!


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