31^ 50KM. DI ROMAGNA

Marocco docet alla 31^ “50 Km di Romagna”, ma le donne italiane salvano il bilancio.
La giornata di sole, andata scaldandosi verso l’ora di pranzo, ha incoraggiato ben 650 agonisti (altri 1.600 hanno scelto le camminate) a presentarsi al via in Piazza Bernardi dalle 8.30, provenienti da tutte le Regioni italiane, testimoniando ancora una volta il grande feeling che la manifestazione targata Podistica Avis ha nei confronti del Mondo Ultra.

A contrastare l’ondata degli atleti magrebini ci hanno provato solo Giuliano Battocletti, ritiratosi dopo 5 km, e Emanuele Zenucchi, che a 43 anni ha sciorinato una prova tatticamente avveduta.
Partono subito lancia in resta Hicham El Barouki e Mohamed Hajjy, scavando un abisso mai più ricucito dagli avversari, dividendosi equamente i traguardi volanti di Riolo Terme e Casola Valsenio, mentre dietro restavano solo Zenucchi e Cherkaoui El Makhrout, dopo la bandiera bianca alzata da Kabbouri.
La scalata a Monte Albano (5 km sino al 30° di gara) non riesce a dividere la coppia di testa, mentre El Makhrout si sbarazza di Zenucchi, il quale si rifarà sotto appena fuori Zattaglia e prima di Villa Vezzano (40° km) e si porterà in terza posizione.
Nello stesso frangente si sfaldano i battistrada sotto la spinta di Hajjy, che, vedendo stanco il coetaneo connazionale, lo lascia sul posto andando a guadagnare una meritata medaglia d’oro, nel tempo di 2h57’20”.
“Vivo in Italia da 15 anni – svela il 33enne di stanza a Terni – e solo ora sto raccogliendo i frutti di tanti sacrifici, perché le cinque operazioni al ginocchio sinistro mi hanno fortemente condizionato la carriera. Forse sarei potuto arrivare in Nazionale, ma mi godo questo momento di gloria, dedicandolo alla mia famiglia ed al mio bimbo Hicham”.
Il vincitore della “Maratona del Lamone”, El Barouki, chiude visibilmente affaticato dopo 5’33”; bisogna attendere altri 9’ prima di onorare Zenucchi, che prevale su El Makhrout (a 14’57”), e poi si distinguono gli atleti locali.
Quinto il dozzese Andrea Bernabei (a 18’54”), seguito dal ferrarese Sarno (a 19’35”, mentre il concittadino Felloni è nono a 22’18”) e dal brisighellese Marco Serasini, che in 3.18’30”, diventa il più serio candidato al “Trittico di Romagna”.
Di spessore anche l’11° posto di Poggiolini (3h24’31”), davanti a Ciotti (3h28’54”), a Di Giorgio (15° in 3h36’42”), Tramacere (17° in 3h38’34”) e Rusticali (18° in 3h39’02”), primo tra gli over 50.
Donne.
L’assenza all’ultimo momento della Carlin, tra le 111 donne iscritte, sembrava aprire un’autostrada per Paola Sanna, ma la bergamasca torna ad approcciarsi con il mondo ultra a piccoli passi, perciò la troppa prudenza ha favorito la cuneese, emiliana d’adozione, Lara Mustat, partita decisa, sia pur alla prima esperienza nella specialità.
La forbice che ha diviso le due protagoniste non ha mai superato i 3’, ma nei momenti di crisi la Mustat ha stretto i denti, andando a conquistare un’inattesa vittoria, che fa sfregare le mani ai selezionatori azzurri di ultramaratona. Alla fine 3h40’27” per la portacolori della Corradini e la rimonta della Sanna si ferma dopo 46”, mentre la croata Vrajic si piazza terza (a 10’05”).
Giù dal podio meritano applausi anche Latorre (4h09’31”), Venturelli (4h11’26”) e la riminese Nadia Tosi (4h14’29”), che balza in testa nella graduatoria del Trittico. Undicesima l’emergente romagnola Bassi in 4h24’.

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