INTERVISTA A GIORGIO CALCATERRA IL TASSISTA VOLATE

Giorgio Calcaterra: un nome che è sinonimo di impegno, costanza, dedizione, passione, fatica e successo; un atleta che è esempio e mito per tutti i runners sulla media, sulla lunga e, naturalmente, sulla lunghissima distanza.

Anche quest’anno sarà lui il personaggio da battere ai Campionati Mondiali di Ultramaratona in programma domenica 22 aprile a Seregno.
Il circuito di 20km da ripetersi cinque volte tra i Comuni di Seregno, Cabiate, Verano e Giussano, vedrà sfidarsi i più forti atleti della distanza: i fatidici quanto interminabili 100km che lo scorso settembre a Winschiten, in Olanda, hanno incoronato il nostro Giorgio Calcaterra campione mondiale di specialità; e che speriamo possa ripetersi anche quest’anno in casa Italia. “Non sto benissimo, ho qualche doloretto e non mi sento al top, ma non voglio lamentarmi: complessivamente direi che sto benino, sono circa all’’80% della mia forma fisica migliore”, questo quanto ci ha detto a quattro giorni dall’appuntamento. “Ho corso la mia ultima maratona in preparazione al mondiale (quella dell’Adriatico, ndr) in 2h 29’; anche se solitamente i miei tempi sono inferiori, mi sono preparato al meglio per la gara di domenica”.
Oltre alla maratona appena ricordata, la preparazione al mondiale di Calcaterra si è articolata in due parti: un allenamento settimanale costante con il quale ha macinato circa 200km ogni sette giorni, e una serie di competizioni nel fine settimana – tra queste, oltre alla Maratona dell’Adriatico appena ricordata, quella di Roma chiusa in 2h 30’, e la Connemarathon a Galway, Irlanda – 63,3km chiusi in 3h 56’56’’.
Non ancora definita la condotta di gara che verrà adottata domenica. “Senza dubbio terrò in forte considerazione il percorso di preparazione che mi ha portato fino a questi mondiali, ma deciderò il giorno stesso come muovermi in base alle sensazioni del momento: se partire subito forte e attaccare per fare quanta più selezione possibile, oppure se aspettare e uscire invece sulla distanza. Una cosa è certa: di sicuro farò di tutto per stare il più possibile con il gruppetto dei primi”.
E questi fantomatici “primi” non sembrano pero’ intimorire particolarmente Calcaterra: oltre a non prestare troppa attenzione al cronometro, “non temo nessun avversario in particolare: in passato è capitato che mi preoccupassi di chi, a parole, sarebbe dovuto essere in grande spolvero e fare quindi il risultato, ma alla resa dei conti non si è poi rivelato tale. Preferisco quindi pensare alla mia gara: non si tratta di una  vera e propria sfida con me stesso, voglio solo andare forte e bene, cercando anche di stare bene”.
Certo, “sarà difficile ripetermi e non voglio illudermi, ma…” … ma speriamo tu possa farlo: del resto, solo Paganini non ripete!
In bocca al lupo, campione!




di Chiara Elisabetta Franzetti

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