LA PAGELLA DI ISTANBUL DALLO 0 AL 10


Ashton Eaton e Nataliya Dobrynska voto 10:Hanno dato vita a due fantastici record del mondo nelle gare delle prove multiple. La Dobrynska è stata la prima donna a superare 5000 punti nel pentathlon nella più grande gara della storia. Complimenti anche a Jessica Ennis, sconfitta ma autrice del record britannico. Ci sarà da divertirsi a Londra
Yelena Isinbayeva voto 9: A fine gara ha affermato di aspettare questa vittoria come una mamma che attende la nascita di un figlio. Il ritorno della zarina è una delle più storie più belle del mondiale turco appena finito.
La finale del lancio del peso maschile: voto 8: Una delle finali più spettacolari di Istanbul 2012. David Storl realizza 21.86 e poi 21.88, ma non basta per vincere il secondo oro della sua giovanissima carriera perché lo statunitense Ryan Whiting scaglia l’attrezzo a 22.00 metri. Whiting e Storl sono le due stelle del futuro.
Brittney Reese e Renaud Lavillenie: voto 7: Con 7.23 nel lungo realizza il record statunitense del salto in lungo e la terza migliore prestazione mondiale di sempre al coperto alle spalle di Heike Drechsler (7.37) e Galina Chistiakova (7.30). E’ il salto più lungo dal 1989. Il saltatore con l’asta francese ha compiuto un miracolo nel vincere il titolo mondiale con 5.95 quattro mesi dopo essersi infortunato seriamente alla mano in allenamento.
L’abbraccio tra le saltatrici in alto dopo la finale: voto 6: Uno dei momenti di fair play e amicizia dei mondiali di Istanbul è stato l’abbraccio tra Antonietta Di Martino e Chaunte Lowe dopo la finale del salto in alto. A dimostrazione che si può essere amiche nonostante la rivalità
Kirani James: voto 5: Una delle delusioni di Istanbul 2012. Partito come il grande favorito, corre una brutta semifinale dove arriva secondo dietro al campione del mondo Nery Brenes di Costarica (primo uomo del suo paese a vincere un titolo mondiale) e viene relegato in prima corsia nella finale e questo probabilmente gli compromette la possibilità di vincere.
Lo stadio indoor Atakoy Arena: voto 4: Impianto forse un po’ piccolo e vecchio per un Campionato del mondo Indoor. A volte si aveva l’impressione che ci fosse troppa confusione in pista e in pedana. La musica durante le gare era piacevole da ascoltare ma forse a volte era assordante. 
Il pasticcio delle partenze durante le batterie dei 60 metri: voto 3: Un vero pasticcio è successo durante le batterie dei 60 metri maschili dove un difetto agli altoparlanti posizionati sui blocchi ha creato enormi problemi. Gli sprinter percepivano con ritardo il segnale dello sparo e questo ha creato molta confusione anche tra gli addetti ai lavori. Ne ha fatto le spese il giamaicano Lerone Clarke, accreditato di 6”47 ma cronometrato in un improponibile 7”05, tempo da garetta provinciale. Non potevano testare il corretto funzionamento prima dei mondiali ?
Il tifo del pubblico turco: Voto 2: Pubblico numeroso e festoso ma spesso non molto sportivo e troppo partigiano soprattutto durante le finali dei 1500 metri che hanno visto le prime due medaglie turche nella storia dei mondiali indoor. Va bene il tifo per gli atleti di casa ma un po’ di tifo anche per le altre nazioni non sarebbe guastato.
La campagna acquisti della Turchia: voto 1: La Turchia sta facendo campagna acquisti andando a prendere atleti africani. E’ il caso di Ozbilen Tanui, argento dei 1500 a Istanbul, che di turco ha pochissimo. Si tratta del Keniano William Biwott Tanui che da keniano realizzò un record del mondo juniores nel miglio.
I fischi durante l’inno greco: Voto 0: Una delle pagine più brutte dei Mondiali di Istanbul. Durante l’inno suonato in onore della medaglia d’oro del greco Choundroukoukis sono piovuti fischi. Si sa che tra greci e turchi non corre buon sangue, ma rimane una pagina ignobile


di Diego Sanpaolo

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