MONDIALI: IL RITORNO DELLA ISINBAYEVA

A Istanbul salta 4,80 e vince il 4° mondiale indoor. Un ‘quasi’ record nel lungo femminile, Fabrizio Donato è quarto nel triplo. 







di Diego Sampaolo

Non sono arrivate altre medaglie per l’atletica italiana ma i nostri atleti non hanno sfigurato assolutamente al cospetto del mondo. Il salto triplo maschile ha fatto sognare i colori italiani per il 17.28 di Fabrizio Donato che ha avuto in pugno la medaglia di bronzo grazie al 17.28 ottenuto al secondo tentativo che è rimasto salto da podio fino al quinto tentativo quando il russo di colore Lyukman Adams ha piazzato un 17.36 che ha di fatto spento ogni sogno di medaglie. Purtroppo Donato ha dovuto abbandonare la gara al terzo tentativo a causa di uno stiramento al bicipite femorale. Per Donato è il secondo quarto posto ai Mondiali Indoor dopo quello di Valencia 2008, seguito dal quinto posto a Doha 2010. Per l’Italia rimane la bella soddisfazione per il quinto posto di Daniele Greco che pareggia il 17.28 di Donato ma chiude al quinto posto per aver realizzato un secondo salto peggiore rispetto a Donato (16.98 contro 16.93). Per Greco si tratta del primato personale migliorato di quattro centimetri.

“Mi sono stirato il bicipite femorale. Peccato perché sapevo di avere una grande condizione. Per fortuna Greco alla fine non mi ha battuto. Voglio fare i complimenti a Daniele. E’ stato davvero molto bravo”, ha detto a caldo Donato.

“Ho creduto nella medaglia. Ho provato a dae tutto nel salto finale. Mi spiace per Donato, il mio compagno di stanza. La fortuna è cieca ma la sfortuna ci vede molto bene”, ha detto Greco. 

I due giovani statunitensi Will Claye e Christian Taylor si sono giocati la medaglia d’oro al termine di una bellissima contesa risoltasi per sette centimetri in favore di Claye. Taylor, campione del mondo a Daegu con 17.96, ha aperto le danze con un salto da 17.63, ma Claye, dopo due salti nulli, ha piazzato un eccellente 17.70 e ha concluso la gara con altri due tentativi da 17.63 e 17.53.

“Ho visto che i miei compagni di college hanno vinto il titolo di College e questo mi ha dato motivazioni. E’ stato un grande week-end e sono contento che gli Stati Uniti stiano tornando forti nei salti”, ha dichiarato Claye, ieri quarto nel salto in lungo.

ABATE NELLA FINALE DEI 60 OSTACOLI
L’altra soddisfazione dell’ultima giornata è arrivata dall’ostacolista Emanuele Abate che ha disputato una bella final mondiale nei 60 ostacoli chiudendola con un più che onorevole sesto posto in 7”63 dopo aver corso in 7”62 in semifinale. Piace sottolineare il fermento del settore ostacoli italiano che ha piazzato tre atleti in semifinale e uno in finale.
“Devo ancora realizzare cosa è successo esattamente”, ha detto Abate raccontando delle sue emozioni dopo la finale mondiale. 
Lo statunitense Aries Merritt, campione del mondo dei 110 ostacoli a Grosseto 2004, ha regalato agli Stati Uniti l’ennesimo successo di questi mondiali con un eccellente 7”44 (un centesimo peggio rispetto al tempo con il quale aveva vinto ai Campionati statunitensi di Albuquerque). Liu Xiang è medaglia d’argento in 7”49, la quarta medaglia ai Mondiali Indoor dopo l’oro di Valencia 2008, l’argento di Budapest 2004 e il bronzo di Birmingham 2003.
Pascal Martinot Lagarde, campione del mondo juniores a Moncton nel 2010, ha confermato i suoi continui progressi vincendo il bronzo in 7”53, nuovo primato personale.
Le altre finali di oggi:    
 Finale del salto con l’asta femminile: Yelena Isinbayeva è tornata a vincere una medaglia d’oro mondiale al coperto quattro anni dopo il successo di Valencia. La zarina è davvero rinata con il ritorno con il vecchio allenatore Yevgeniy Trofimov. E’ stata una vittoria facile per la Isinbayeva, alla quale sono bastati un tentativo a 4.70 e uno a 4.80 per vincere il quarto titolo mondiale indoor dopo Budapest 2004, Mosca 2006 e Valencia 2008. A sorpresa la francese Vanessa Boslak ha conquistato la medaglia d’argento con una gara perfetta senza errori fino a 4.70. La stessa misura di 4.70 è stata superata anche dalla giovane britannica Holly Bleasdale che a vent’anni ha vinto la sua prima medaglia da senior dopo il bronzo ai Mondiali Juniores 2010 e l’oro agli Europei Under 23 dell’anno scorso.
Finale salto in lungo femminile: In una gara di grande livello tecnico la campionessa del mondo in carica di Doha 2010 Brittney Reese si è confermata sul tetto del mondo con un salto vincente da 7.23 all’ultimo tentativo dopo che la connazionale Janay De Loach era passata brevemente in vantaggio con un salto da 6.98. La Reese ha iniziato con due nulli ma nel terzo tentativo si è portata a 6.82. Solo la britannica di origini anguillane Shara Proctor ha fatto meglio con 6.86. La Reese è passata a condurre con 6.92 al quarto tentativo ma la De Loach l’ha superata di sei centimetri all’ultima prova. La Reese ha subito trovato la risposta e in extremis ha salvato il titolo mondiale con un fantastico 7.23. La giovane pin-up russa Dariya Klishina è finita fuori dal podio con 6.85 a dimostrazione dell’ottimo livello della gara.
Finale del salto in alto maschile: Con un salto da 2.33 al primo tentativo il greco Dimitrios Chondrokoukis ha vinto il duello con il campione olimpico Andrei Silnov che ha avuto bisogno di due tentativi a questa misura e si è dovuto accontentare della medaglia d’argento. Ivan Ukhov, oro due anni fa a Doha, sale ancora sul podio in una manifestazione indoor con 2.31.  
Finale dei 3000 metri maschili: Bernard Lagat ha rivinto a 37 anni il titolo mondiale due anni dopo il successo di Doha 2010. E’ il terzo titolo mondiale per l’intramontabile statunitense di origine keniana che non finisce mai di stupire. Gli anni passano ma Lagat ha ancora le energie di un ragazzino quando si tratta di lanciare l’attacco finale ad un giro dalla fine come ha fatto alla Atakoy Arena. A nulla sono valsi i disperati tentativi di rimonta di Augustine Choge, Edwin Soi e Mo Farah sul rettilineo finale. Lagat, vincitore in 7’41”44, dovrà fare spazio nella sua bacheca già ricchissima di trofei che comprende due ori mondiali all’aperto sui 1500 e sui 5000 a Osaka, due argenti mondiali sui 5000 a Berlino 2009 e Daegu 2011 oltre a due argenti olimpici sui 1500 da keniano. Stupendo è stato l’arrivo in volata per il secondo e terzo posto che sono andati a Choge (7’41”77) e Soi che ha preceduto di un solo centesimo di secondo Mo Farah.
Finale dei 3000 metri femminili: E’ svanito il sogno di Meseret Defar di vincere il quinto titolo mondiale indoor sui 3000 metri dopo i quattro successi vinti ininterrottamente da Budapest 2004 a Doha 2010. In un finale straordinario la keniana Hellen Obiri ha superato la campionessa olimpica di Atene 2004 vincendo il primo oro della sua carriera in 8’37”16. La Defar ha tentato il disperato attacco finale ma ha dovuto abdicare e si è dovuta accontentare della medaglia d’argento in 8’38”26 davanti a Gelete Burka (8’40”18).
Finale dei 60 metri femminili: Veronica Campbell Brown ha regalato alla Giamaica il primo titolo di quest’edizione dei mondiali di Istanbul. La fuoriclasse giamaicana ha conquistato il secondo titolo mondiale indoor dei 60 metri a due anni di distanza da quello vinto a Doha 2010. Per la Campbell è arrivata anche la migliore prestazione mondiale dell’anno con 7”01. La Costa d’Avorio è salita sul secondo gradino del podio con Murielle Ahouré che con 7”04 ha realizzato il nuovo record nazionale. La grande favorita Tianna Madison, che deteneva la migliore prestazione mondiale del 2012 con 7”02, si è dovuta accontentare del terzo posto in 7”09.
Finale degli 800 metri femminili:  Pamela Jelimo torna a vincere un grande titolo quattro anni dopo la vittoria olimpica a Pechino. Dopo tante traversie la Jelimo sembra essere davvero rinata. La campionessa olimpica di Pechino ha vinto come nei suoi giorni magici del 2008 in 1’58”83, migliore prestazione mondiale dell’anno. L’ucraina Natalia Lupu e la statunitense Erica Moore hanno vinto l’argento e il bronzo rispettivamente in 1’59”67 e in 1’59”97.
Finale degli 800 metri maschili: Il giovane astro nascente etiope Mohamed Aman, vice campione mondiale allievi ha conquistato il suo primo titolo mondiale da senior. Aman è stato irresistibile nell’ultimo giro e per gli avversari non c’è stato niente da fare. Jakub Holusa della Repubblica Ceca vince l’argento a sorpresa in 1’48”62 davanti al britannico Andrew Osagie (1’48”92). Battuto il polacco Adam Kszczot che prima dei mondiali aveva corso in 1’44”57 a Lievin diventando il terzo di sempre al mondo al coperto.      
Finale della 4×400 femminile: La Gran Bretagna torna a rinverdire la tradizione del quartetto del miglio vincendo al termine di una finale emozionante gli Stati Uniti per appena tre centesimi (3’28”76 contro 3’28”79). Del quartetto britannico vincitore in 3’28”76 facevano parte Shana Cox, Nicola Sanders, la campiomessa olimpica Christina Ohuruogu e Perri Shakes Drayton. Bronzo alla Russia in 3’29”55. 
Finale 4×400 maschile: Gli Stati Uniti vengono riammessi in classifica dopo l’iniziale squalifica e vincono la decima medaglia d’oro di questi Campionati, delle quali cinque nell’ultima giornata. Del quartetto a stelle e strisce facevano parte il campione statunitense 2012 Gil Roberts e Calvin Smith, figlio del mitico velocista statunitense Calvin Smith, campione mondiale dei 200 a Roma 1987. La Gran Bretagna chiude alla grande un grande mondiale vincendo la medaglia d’argento davanti a Trinidad and Tobago.
Semifinali 60 metri ostacoli maschili: Gli ostacolisti italiani tornano a ruggire a livello internazionale a dimostrazione del buon fermento conosciuto da questa specialità anche a livello giovanile. Il fresco primatista italiano Emanuele Abate ha confermato quanto di buono aveva fatto in questa stagione accedendo alla finale con un ottimo 7”62 nella scia di Liu Xiang (7”53) e dell giovane britannico Andrew Pozzi che con 7”56 ha migliorato il suo personale di sei centesimi. Nella seconda batteria era impegnato il fresco campione italiano Paolo Dal Molin che, dopo la bella batteria corsa in 7”78, non ha potuto nulla contro avversari più quotati e ha chiuso ottavo in 7”92. Rimane comunque la soddisfazione per una semifinale mondiale al debutto in nazionale. Gli ostacoli stanno presentando sul palcoscenico di questi mondiali alcuni nomi nuovi come il francese Pascal Martinot Lagarde (campione del mondo juniores a Moncton nel 2010) che si è aggiudicato la seconda semifinale in 7”60 sullo statunitense Aries Merritt (7”65).
Semifinali 60 metri femminili: A livello italiano l’interesse era incentrato sulla fiorentina di origini ivoriane Audrey Alloh che ben si era comportata il giorno prima vincendo la batteria in 7”33. In semifinale la giovane velocista azzurra non si è ripetuta ma ha chiuso in modo più che onorevole la sua semifinale in 7”38 nella gara vinta dall’intramontabile quarantenne bahamense Chandra Sturrup in 7”21. Veronica Campbell Brown ha corso il miglior tempo delle semifinali con 7”12.

Medagliere e classifica per nazioni:
Gli Stati Uniti stravincono il medagliere come due anni fa a Doha vincendo 17 medaglie (nove ori, tre argenti e cinque bronzi). L’aria delle Olimpiadi di Londra fa bene alla Gran Bretagna che vince tre ori, due argenti e quattro bronzi per un totale di nove medaglie. Ritorna a buoni livelli l’Etiopia che finisce terza con due ori, un argento e due bronzi e batte i cugini del Kenya (2 ori, un argento e un bronzo). Segue la Russia con un oro, tre argenti e sei bronzi.
L’Italia è diciannovesima in virtù dell’argento di Antonietta Di Martino ma è quattordicesima nella classifica finale a punti con 19 punti nel ranking stravinto dagli Stati Uniti con 164 punti sulla Russia (106 punti) e sulla Gran Bretagna (85 punti)
                                                                        

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