SALTO IN ALTO: ORO ALLA CHAUNTE LOWE

L’Italia torna finalmente sul podio ai Mondiali Indoor a sei anni di distanza dal bronzo mondiale di Andrew Howe nel salto in lungo a Mosca. Antonietta Di Martino regala all’atletica italiana la medaglia d’argento che arricchisce la sua bacheca dopo l’oro europeo indoor di Parigi Bercy e il bronzo a Daegu nel 2011. E’ la terza medaglia mondiale della saltatrice cavese che in precedenza aveva vinto l’argento a Osaka 2007 e il bronzo a Daegu 2011.  

Addirittura sono state assegnate ben tre medaglie d’argento a 1.95 a Antonietta Di Martino, alla russa Anna Chicherova e alla giovane svedese Ebba Jungmark, già medagliata europea a Parigi. L’oro è andato a Chaunte Lowe con 1.98 al termine di una gara difficile nella quale nessuna è riuscita a valicare i 2 metri. La Chicherova ha perso l’imbattibilità stagionale e in questa stagione e per la prima volta nel 2012 non è riuscita a salire oltre i 2 metri.

La Di Martino ha superato tutte le altezze al primo tentativo fino a 1.95 prima di arrendersi a 1.98 esattamente come la Chicherova e la Jungmark. La Howard Lowe ha avuto bisogno di due tentativi sia a 1.92 che a 1.95 ma superato 1.98 alla prima prova, misura sufficiente per conquistare l’oro a due anni di distanza dalla medaglia d’argento conquistata nell’edizione di Doha 2010.
“E’ stata la medaglia più strana che abbia mai vinto. Non mi aspettavo di vincere una medaglia dopo le difficoltà incontrate nella preparazione invernale. Eravamo tutte stanche. Abbiamo pagato tutte la lunga qualificazione di ieri. Esco da questo mondiale con più fiducia in vista dei Giochi Olimpici, il mio vero obiettivo”, ha dichiarato a caldo la Di Martino.
Naturalmente felice come una Pasqua era Chaunte Lowe. “Questa  vittoria mi dà tanta fiducia. Tutto il lavoro svolto ha pagato: le sessioni con i pesi e tutti i sacrifici sopportati nel stare lontana dalla mia famiglia e dalle mie figlie. Sono sorpresa del fatto che molte ragazze abbiano fatto fatica a 1.98 ma me l’aspettavo dopo la lunga qualificazione. Porto tutta la mia famiglia con me: è la prima volta che porto il nome di mio marito sul pettorale e i nomi delle mie figlie sul braccio. Si chiamaino Aurora e Jasmine. Mi hanno visto in televisione oggi”.    
Il resto delle gare della sessione serale:
Eptathlon maschile: Lo straordinario talento statunitense Ashton Eaton, primatista mondiale indoor dell’eptathlon, è da due anni il più grande talento delle prove multiple in circolazione e lo ha dimostrato ancora una volta a Istanbul con il nuovo record mondiale dell’eptathlon portato a 6645 punti, 77 in più rispetto al primato precedente da lui stesso realizzato l’anno scorso a Tallin. Eaton ha collezionato cinque  vittorie individuali (60 metri in 6”79, lungo in 8.16 m, 60 ostacoli in 7”68 e salto con l’asta con 5.20  e 1000 metri in 2’32”77).  Dopo il 6”79 nei 60 metri, Eaton desta un’impressione straordinaria nel salto in lungo (specialità dove ha vinto il titolo statunitense individuale e dove sarebbe arrivato quarto a Istanbul nella gara individuale). Con un salto da 8..16, degno di uno specialista del salto in lungo, Eaton vola in testa dopo due prove con 2060 punti, 141 in più rispetto all’ucraino Oleksiy Kasyanov che nelle prime due prove realizza 6”87 nei 60 metri e 7.68 nel lungo. Nel peso Kasyanov riduce leggermente lo svantaggio dopo la vittoria in questa prova con la misura di 15.24. Eaton mantiene un vantaggio più che rassicurante grazie al 14.56 nel peso e al 2.03 nel salto in alto. Nei 60 ostacoli, prima prova della seconda giornata, Eaton dà ancora un saggio del suo enorme talento vincendo anche i 60 ostacoli in un eccellente 7”68, altro risultato da urlo per uno specialista delle prove multiple e il salto con l’asta con 5.20.  Con la medaglia in tasca prima dei 1000 metri Eaton ha potuto concentrarsi sull’obiettivo di battere il suo record del mondo. A una gara dalla fine Eaton guida con 5690 punti, 55 in più rispetto al punteggio del suo record del mondo stabilito lo scorso anno a Tallin. Aveva bisogno di correre i 1000 metri in 2’39”63 per battere il record. Un obiettivo alla sua portata visto che il suo personale è di 2’32”67. Alla fine dei 1000 metri lo statunitense ha totalizzato 6645 punti
Finale 60 metri ostacoli femminili: Una spettacolare Sally Pearson ha trionfato in un fantastico 7”73, tempo eccellente che manca il record del mondo di Susanna Kallur per appena cinque centesimi di secondo. L’australiana, che era appena alla sua quarta gara indoor, manca di appena un centesimo il record dei Campionati detenuto da Lolo Jones, vincitrice a Doha 2010 e diventa la quarta di sempre al mondo indoor a pari merito con la tedesca dell’est Cornelia Oshkenat. Soltanto Susanna Kallur (7”68), Lyudmila Enqvist  (7”69) e Lolo Jones (7”72) hanno corso più velocemente dell’australiana nel corso della storia.
“Sentivo la pressione ma mi sentivo in forma. Ho corso una brutta semifinale. Ero davvero delusa”, ha detto la Pearson.     
Finale 1500 metri femminile: Genzebe nella scia di Tirunesh e Ejegayehu. Così si potrebbe riassumere la storia di Genzebe Dibaba, nuova campionessa del mondo dei 1500 metri indoor al termine di una gara dominata dall’inizio alla fine. La giovane Genzebe, già due volte campionessa mondiale nel cross, è stata sempre in testa e a 400 metri dalla fine ha incrementato il suo vantaggio andando a vincere in 4’05”78. La marocchina Mariem Alaoui Selsouli si è messa al collo la medaglia d’argento in 4’07”78 mentre la turca Asli Cakir Alptekin ha regalato alla Turchia la prima medaglia nella storia dei Mondiali Indoo tra il tripudio del pubblico turco.
Finale 1500 metri maschile: Il marocchino Abdelati Iguider ha portato a casa la medaglia di bronzo al termine di una gara molto tattica e piena di spintoni tipica di ogni campionato. Iguider, campione del mondo juniores a Grosseto 2004, migliora il secondo posto conquistato due anni fa a Doha 2010. La Turchia, che prima di Istanbul 2012 non aveva mai vinto medaglie ai Mondiali Indoor, sale sul podio due volte in un solo pomeriggio tra il tripudio del pubblico turco grazie a Ilham Tanui Ozbilen, turco d’importazione nato in Kenya con il nome di William Biwott Tanui. Ozbilen, che da keniano realizzò il record del mondo juniores del miglio a Oslo, ha vinto il primo argento importante in una grande manifestazione in 3’45”35 davanti a Mekonnen Gebremedhin (3’45”90)
Finale 60 metri maschili: Justin Gatlin torna a vincere il titolo mondiale dei 60 metri a nove anni di distanza dal primo successo a Birmingham 2003. Gatlin ha fatto sua la finale dei 60 metri in 6”46 battendo di otto centesimi di secondo il giamaicano Nesta Carter. Il campione mondiale in carica Dwain Chambers ha preceduto al photo-finish Trell Kimmons per la medaglia di bronzo.
Finale 400 metri maschili: Nery Brenes di Costarica ha trionfato con un impressionante 45”11 (record dei Campionati) davanti ai due bahamensi Demetrius Pinder (46”34) e Chris Brown (46”90). Partito dalla sfavorevole sesta corsia Kirani James, campione del mondo a Daegu, è finito lontano in sesta posizione in 46”21
Finale 400 metri femminili: Sanya Richards Ross è tornata davvero a grandi livelli dopo due anni difficili e lo ha dimostrato scendendo per la quarta volta sotto i 51 secondi in questa stagione con 50”79. L’argento è andato alla russa Alexandra Fedoriva che ha concluso 97 centesimi dietro alla Richards. Natasha Hastings ha completato il podio in terza posizione in 51”82.
Finale salto con l’asta maschile: Renaud Lavillenie ha trionfato per la prima volta a livello mondilae dopo i successi europei outdoor nel 2010 e indoor nel 2011. Il francese, che soltanto in Dicembre si era procurato un infortunio alla mano che aveva richiesto un piccolo intervento e uno stop di sei settimane, ha realizzato la migliore prestazione mondiale dell’anno con 5.95 prima di tentare due tentativi a 6.02. Il trentaquattrenne Bjorn Otto ha mantenuto viva la ricca tradizione del salto con l’asta tedesco vincendo l’argento con 5.80, stessa misura ma con un numero minore di errori rispetto ad un altro vetereano delle pedane come lo statunitense Brad Walker.
Finale salto triplo femminile: Yamile Aldama ha vinto tre medaglie di tre colori diversi ai Mondiali Indoor rappresentando tre paesi diversi. Dopo aver vestito le maglie di Cuba, Sudan ora la Aldama ha regalato alla Gran Bretagna la prima medaglia d’oro a 39 anni dopo una carriera lunghissima e travagliata che a 39 anni non sembra finire davvero mai. E’ stata quarta alle Olimpiadi di Sidney 2000 gareggiando per Cuba, quinta a Atene 2004 gareggiando per il Sudan. Ai Mondiali Indoor ha vinto l’argento nel 2004 a Budapest e il bronzo a Mosca 2006 gareggiando per il Sudan e ora ha regalato la medaglia d’oro alla Gran Bretagna, paese dove vive da tanti anni che gli ha concesso la cittadinanza britannica solo nel 2010. Ha debuttato per la Gran Bretagna per la prima volta in una grande manifestazione ai Mondiali di Daegu lo scorso anno e ora ha regalato al terzo paese della sua gloriosa ma travagliata carriera sportiva la prima medaglia d’oro. Olga Rypakova del Kazakistan, che vinse due anni fa ai Mondiali Indoor, si è dovuta accontentare del secondo posto con 14.63 mentre la medaglia di bronzo è andata alla cubana Mabel Gay con 14.29.
Finale lancio del peso femminile: Valerie Adams ha arricchito la sua già straordinaria bacheca di medaglie vincendo con 20.54 m. nuovo record continentale dell’Oceania. Anche il secondo miglior lancio di 20.48 m sarebbe stato sufficiente per vincere sulla rivale Nadzeya Ostapchuk che, dopo il titolo mondiale vinto a Doha 2010, ha dovuto abdicare pur realizzando un ottima misura di 20.42 m. Il bronzo è andato alla figlia d’arte statunitense Michelle Carter con 19.58.
Finale salto in lungo maschile: Gara dall’esito sorprendente. La vittoria è andata al brasiliano Mauro Vinicius Da Silva con 8.23 a pari misura con l’australiano Henry Frayne. La gara per l’oro si è decisa in virtù del secondo miglior salto realizzato dal brasiliano che ha replicato 8.23 al secondo salto mnetre Frayne ha avuto un secondo miglior tentativo di 8.17. Il giovane russo Aleksander Menkov ha portato a casa il bronzo con 8.22. In un solo centimetro era racchiuso tutto il podio.     
Semifinali 60 ostacoli femminili: In chiave italiana i 60  ostacoli femminili sono stati uno dei momenti chiave azzurra per la presenza di ben azzurre Marzia Caravelli e Veronica Borsi, entrambe comportatesi molto bene in batteria. La Caravelli, inserita nella prima semifinale, nutriva qualche speranza di finale dopo l’eccellente stagione indoor e la vittoria in batteria. Anche se l’ingresso in finale è sfumato per poco dopo il quinto posto in 8”12 (primo tempo delle escluse), la sua partecipazione a Istanbul va salutata con grande soddisfazione. Rimane il rammarico che con 8”06, un tempo alla sua portata, avrebbe forse potuto arrivare in finale. La Caravelli ha corso nella batteria con la campionessa del mondo dei 100 ostacoli Sally Pearson che ha fatto registrare il miglior tempo delle due semifinali con 7”93. Molto brava anche l’altra azzurra Veronica Borsi che con il settimo posto in 8”18 ha eguagliato il suo primato personale nella seconda semifinale vinta dalla campionessa europea under 23 Alina Talay in 7”99. Entrano in finale la ritrovata campionessa europea indoor di Torino 2009 Eline Berings (Belgio), seconda in 8”03 nella scia della Pearson, la britannica Tiffany Porter (8”03). Sorprende l’austriaca Beate Schrott che ha centrato l’ingresso in finale con 8”11.    
Semifinali 60 metri maschili: Si è fermata  in semifinale la più che onorevole partecipazione di Simone Collio, quinto in 6”71 nella prima semifinale vinta da Justin Gatlin con 6”50.  Per lo statunitense si tratta di un ritorno ad una finale ai Mondiali Indoor nove anni dopo il successo a Birmingham 2009. Ha sorpreso in parte l’ingresso in semifinale del marocchino Aziz Ouhadi, secondo con 6”68, nuovo record nazionale. Nella seconda semifinale il giamaicano Nesta Carter ha avuto la meglio in 6”56 sul britannico Dwain Chambers (6”62).     
Qualificazioni del salto triplo maschile: Gli azzurri del triplo Fabrizio Donato e Daniele Greco inaugurano alla grande la seconda mattinata di gare alla Atakoy Arena di Istanbul centrando l’obiettivo della qualificazione per la finale del salto triplo con disinvoltura. Donato, vice campione europeo indoor lo scorso anno a Parigi, sbriga la pratica subito al primo tentativo con un ottimo salto da 17.07, seconda misura degli otto qualificati dietro allo straordinario talento statunitense Christian Taylor che piazza un ottimo 17.39 candidandosi per la seconda medaglia mondiale dopo quella vinta a Daegu lo scorso anno. Qualche problema in più per Daniele Greco che inizia male con un salto da 15.82 nel primo tentativo ma, dopo aver seguito i suggerimenti del tecnico federale Roberto Pericoli, centra la misura di 16.94 al secondo tentativo che gli dà un certo margine di sicurezza anche se non lo qualifica automaticamente per la finale. Il saltatore pugliese ottiene anche 16.83 nell’ultimo tentativo. Oltre a Taylor e Donato superano i 17 metri anche il russo Lyukman Adams con 17.04 e lo statunitense William Claye (17.01). 
Batterie 60 ostacoli maschili: Il fresco campione italiano dei 60 ostacoli Paolo Dal Molin apre il programma delle batterie dei 60 ostacoli. Il piemontese di origini camerunensi ottiene un discreto 7”78 tagliando il traguardo in quarta posizione in 7”78 alle spalle del campione mondiale juniores Pascal Martinot Lagarde vincitore in 7”66. Alla fine delle batterie il tempo sarà sufficiente per accedere alle semifinali. Nella seconda batteria entra in scena il grande favorito Liu Xiang che corre senza forzare in 7”62 e viene preceduto dal talento britannico Andrew Pozzi di un centesimo. Alla fine delle batterie Pozzi e Liu Xiang guidano la lista dei qualificati per le semifinali. Nella terza batteria entra in scena il primatista italiano Emanuele Abate che vince con autorità in 7”71. L’ultima batteria viene vinta dal campione statunitense Aries Merritt in 7”66. Da sottolineare il successo complessivo dei nostri ostacolisti che entrano tutti e quattro in semifinale a dimostrazione del buon fermento di questa specialità in Italia. 
Batterie 60 metri femminili: Audrey Alloh compie una bella impresa nella prima batteria dei 60 metri dove oltre ad eguagliare il suo primato personale con 7”33 e si permette il lusso di battere avversarie molto quotate come la giamaicana Aleen Bailey e l’ex campionessa mondiale allieve Asha Philip. In chiave internazionale desta una buona impressione la bulgara d’Italia Ivet Lalova che realizza un ottimo 7”19 superando la stella emergente olandese Dafne Schippers, campionessa europea juniores dell’heptahlon e semifinalista mondiale dei 200 metri a Daegu. A pari tempo in cima alla lista delle qualificate per le semifinali la Lalova guida insieme alla nigeriana Gloria Asumnu, Le batterie non hanno prodotto alcuna sorpresa con tutte le migliori qualificate per le semifinali: Laverne Jones Ferrette (7”21), Tianna Madison (7”24) e Veronica Campbell Brown (7”28).
Qualificazioni del salto in alto maschile: L’unica brutta notizia della seconda mattinata di gare è arrivata dal fresco campione italiano Silvano Chesani che è rimasto fuori dalla finale del salto in alto. Il poliziotto trentino non è andato oltre i 2.22 saltati al secondo tentativo. Si è dovuto arrendere a 2.26. Si sapeva che le qualificazioni del salto in alto sarebbero state molto difficili con una quota di qualificazione posta a 2.32. Peccato per il nostro giovane campione che tanto bene aveva fatto ai Campionati Italiani dove aveva vinto con 2.31, seconda migliore prestazione italiana di sempre.  Per l’accesso alla finale è stato sufficiente la quota di 2.29 superata da dieci atleti che accedono alla finale. Passano tutti i migliori: il campione del mondo juniores Mutaz Essa Barshim (2.37 in questa stagione), il campione del mondo di Daegu Jesse Williams, i russi Andrei Silnov e Ivan Ukhov, il tedesco Raul Spank, il bahamense Trevor Barry, i greci Dimitrios Chondrokoukis e Konstantinov Baniotis e il britannico Robert Grabarz. 
Semifinali 800 metri maschili: Come sempre le semifinali degli 800 metri producono diverse sorprese con favoriti per le medaglie che escono di scena. Anche l’edizione di Istanbul ha rispettato questa tradizione. La maggiore delusione è arrivata dal campione europeo polacco Marcin Lewandowski che cade alla campana dell’ultimo giro. Passano nomi sorprendenti come lo statunitense Michael Rutt, vincitore della seconda semifinale in 1’48”98 e il sudafricano Jan Van den Broeck (1’48”98). Il giovane fenomeno etiope Mohamed Aman, uomo da 1’43”37 lo scorso anno a soli 17 anni, si candida come possibile favorito vincendo la prima semifinale in 1’48”07 davanti al britannico Andrew Osagie (1’48”13). Nella terza semifinale il ceco Jakub Holusa vince con il primato stagionale di 1’47”23 davanti al polacco Adam Kszczot, uno dei grandi favoriti per il podio.   
Qualificazioni del lancio del peso femminile: Nessuna sorpresa particolare con tutte le migliori qualificate. La neozelandese Valerie Adams guida la lista delle otto qualificate con 19.43 seguita dalla bielorussa Nadzeya Ostapchuk (19.26) e dalla statunitense Jilian Camarena Williams (19.11).
Qualificazioni del salto in lungo femminile: Ottimi risultati dalla pedana di Istanbul. Guidano la lista delle qualificate la statunitense Janay De Loach con 6.90 e Shara Proctor che realizza il nuovo record britannico con 6.86. In finale anche la campionessa del mondo indoor e outdoor Brittney Reese, terza con 6.72.    

Lascia un commento

Attualità Cross Eventi Interviste&Personaggi Trail Ultramaratona
Con TDS corri anche a Natale
19^ PisaMarathon: l’esordiente e l’ultramaratoneta entrano nell’albo d’oro
11° Allenamento di Natale: 1200 al via
Abbigliamento Accessori Calzature
Le calze a righe di Sara Dossena a NY? Ecco dove le puoi comprare
SCOPRI FOCUS E PHOTOCROMATIC, LE LENTI RETINA SHIELD DI SZIOLS
Con le 361° Stratomic…vado un grado oltre