MONDIALI INDOOR: DI MARTINO IN FINALE, MALE LA CUSMA

di Diego Sampaolo

Il Campionato del Mondo Indoor si è aperto stamattina alla Atakoy Arena di Istanbul in una buona cornice di pubblico (circa 4000 spettatori per la sessione mattutina). Il primo impatto con il mondiale turco è stato buono. Atmosfera piacevole condita dalla musica pop, piacevole è stata la cerimonia inaugurale che ha aperto il pomeriggio tra luce, colori, coreografie e musica.

Per i colori italiani la prima giornata si è aperta tra alti e bassi con alcune soddisfazioni come la qualificazione agevole di Antonietta Di Martino per la finale del salto in alto di domani, le brillanti prestazioni delle ostacoliste Marzia Caravelli e Veronica Borsi, la vittoria in batteria di Simone Collio sui 60 metri e l’accesso alle semifinali dei quattrocentisti Lorenzo Valentini e Maria Enrica Spacca ma anche due delusioni per le eliminazioni di Elisa Cusma negli 800 metri e di Silvia Weissteiner nei 3000 metri.
La prima giornata ha assegnato i primi due titoli nel pentathlon femminile e nel lancio del peso. Entrambe le gare sono state caratterizzate da prestazioni straordinarie e dal record del mondo di Nataliya Dobrynska, prima donna oltre i 5000 punti nella gara multipla.  
Veniamo ora all’analisi delle gare della prima giornata:
Sessione serale:
Pentathlon femminile: Tutte le attenzioni della vigilia erano incentrate sulla sfida tra Jessica Ennis e Tatyana Chernova ma tra due litiganti gode la terza incomoda Nataliya Dobrynska. La super star dell’atletica britannica Jessica Ennis inizia alla grandissima stampando un eccellente 7”91 nella prima batteria dei 60 ostacoli del pentathlon, arrivando a soli quattro centesimi dal suo primato stabilito al meeting di Birmingham. La grande rivale russa Tatyana Chernova, medaglia d’oro ai Mondiali di Daegu davanti alla Ennis, ha corso in 8”29 finendo in seconda posizione alle spalle della ragazza di Sheffield. La Ennis supera poi 1.87 nel salto in alto, una delle sue specialità preferite dove vanta anche un personale da 1.95, ma viene battuta in questa prova dalla lituana Austra Skujte che valica l’asticella a quota 1.90. La Ennis mantiene un vantaggio di 109 punti. Nel lancio del peso la Ennis lancia a 14.79 che le vale il primato personale ma il suo margine sulla Skujte si riduce fino a soli 10 punti dopo il lancio da 16.26 della lituana, buona interprete del lancio del peso. La campionessa olimpica Nataliya Dobrynska, che ha iniziato con 8”38 nei 60 ostacoli e 1.84 nl salto in alto, vince la prova del peso con 16.51 e si insedia in terza posizione nella graduatoria generale con 19 punti di svantaggio sulla terza. L’ucraina compie il sorpasso andando in testa grazie alla vittoria nel salto in lungo con 6.57 m mentre la Ennis non va oltre 6.19. A una gara dalla fine (gli 800 metri) la Dobrynska guida la classifica generale con 4065 punti sulla Skujte (3978 punti) e la Ennis (3972 punti). Tutto si decide all’ultima gara dove l’ucraina Nataliya Dobrynska non solo riesce a difendere la prima posizione grazie al suo nuovo personale di 2’11”15 ma polverizza il record del mondo con 5013 punti diventando la prima donna della storia capace di superare la barriera dei 5000 punti nel pentathlon indoor. Viene cancellato dall’albo dei primati il vecchio record di Irina Belova (4991 punti nel 1992). Alla Ennis, che avrebbe dovuto battere la Dobrynska di 6.5 secondi per vincere, non basta il primato personale sugli 800 (2’08”09 contro i 2’11”15 dell’ucraina) e il nuovo record nazionale del pentathlon (4965 punti) per vincere l’oro e deve accontentarsi del secondo posto davanti alla polacca Skujte che con 4802 punti firma il nuovo record nazionale. Da sottolineare anche i primati stagionali della polacca Karolina Tyminska (4725 punti) e della campionessa mondiale all’aperto Tatyana Chernova (4725 punti).
Finale del lancio del peso: maschile:  Gara davvero incredibile e dalle mille emozioni. Prima il tedesco David Storl, campione del mondo  si porta in testa con un eccellente primato personale di 21.88 m che quasi pareggia al terzo tentativo con 21.86 m. Lo statunitense Ryan Whiting, grande promessa e ex campione  universitario statunitense NCAA, terzo in classifica dopo tre lanci con 21.59 alle spalle di Storl e del polacco Tomas Majewski, autore di un 21.65 al secondo tentativo, realizza una bordata da 22.00 (migliore prestazione mondiale del 2012) che gli regala la medaglia d’oro. Majewski, campione olimpico a Pechino 2008, migliora il suo personale portandolo a 21.72 ma non è sufficiente per andare oltre il terzo posto. In una gara di eccellenti contenuti tecnici è da sottolineare anche il quarto posto di Reese Hoffa con 21.55 m.
Qualificazioni serali:
Batterie 60 metri ostacoli femminili: Entra in gara l’australiana Sally Pearson, una delle grandi stelle del mondiale di Istanbul. La bionda australiana, campionessa mondiale, impressiona per la sua facilità vincendo la sua semifinale in 7”85. Anche l’Italia fa la sua bella figura prima con Veronica Borsi che si qualifica con 8”20 arrivando a due centesimi dal suo record personale stabilito ai Campionati Italiani di Ancona e poi con Marzia Caravelli che si aggiudica addirittura la sua batteria in 8”13 destando un’ottima impressione. Non capita tutti i giorni di vedere un’atleta italiana vincere una batteria in un Campionato del Mondo con il quinto tempo assoluto delle batterie.
Semifinali 400 metri maschili: Lorenzo Valentini ci prova nel contesto di una semifinale mondiale e chiude in 48”47 lontano dal personale stabilito agli Assoluti di Ancona ma ha la soddisfazione di disputare un mondiale ad alto livello. La semifinale di Valentini è stata vinta da Demetrius Pinder delle Bahamas con 45”94 davanti a Tabarie Henry delle Isole Vergini (46”01) in un incrocio tra paesi piccoli. Sorprende in parte il primo posto di Nery Brenes di Costarica con 46”01 sul campione del mondo di Daegu Kirani James, comunque qualificato agevolmente in 46”04.
Semifinali 400 metri femminili: Si ferma in semifinale la bella avventura di Maria Enrica Spacca che ripete più o meno il tempo della mattinata correndo la sua semifinale in 53”73. Brilla la stella di Sanya Richards che scende sotto i 51 secondi per la terza volta in questa stagione con 50”99.
Batterie 60 metri: Simone Collio vince la sua batteria in 6”68 mentre il favorito giamaicano Lerone Clarke rimane sorpreso allo sparo e finisce solo quarto in 7”05 e viene eliminato. Tra i migliori si mettono in evidenza i favoriti Justin Gatlin e Dwain Chambers, vincitori rispettivamente della settima e dell’ottava batteria rispettivamente in 6”64 e in 6”65.
Batterie 1500 metri femminili: La giovane Genzebe Dibaba inizia il suo mondiale dove si candida a seguire le orme della sorella Tirunesh, medaglia d’oro olimpica sui 5000 e sui 10000 metri a Pechino. La ventunenne etiope si impone nella prima batteria in 4’11”17. Più veloce di lei corre la marocchina Alaoui Selsouli che si impone nella seconda batteria in 4’08”56.
Batterie 3000 metri: Batterie senza sorprese particolari con vittorie keniane di Edwin Soi in 7’49”80 e di Augustine Kiprono Choge in 7’57”49. In finale entrano come da previsione tutti i favoriti Mo Farah, Bernard Lagat, Moses Kipsiro e Yenew Alamirew.
Sessione mattutina:  
Qualificazioni del salto in alto: Antonietta Di Martino passa il turno agevolmente con una gara senza errori fino a 1.92 prima di commettere un errore a 1.95 esattamente come la primatista statunitense Chaunte Howard Lowe.. Meglio di lei hanno fatto la svedese Ebba Jungmark e Anna Chicherova che non commettono alcun errore fino a 1.95. Deve soffrire invece la campionessa olimpica Tia Hellebaut che sbaglia una prova a 1.83 e due a 1.92 prima di acciuffare la qualificazione con un tentativo riuscito al secondo tentativo a 1.95.  
“La qualificazione è stata molto lunga. E’ durata più di due ore.  In pedana c’era caos e ho avuto la sensazione di addormentarmi tra l’1.92 e l’1.95. Il mio problema di quest’anno è stato il maltempo. Ho dovuto cancellare diverse sessioni di allenamento a causa del vento e della pioggia. Mi alleno all’aperto anche in condizioni climatiche difficili. Sono però contenta perché ho ritrovato la tecnica. Domani è un altro giorno e vedremo cosa succederà”, ha detto la Di Martino a caldo dopo la gara.
Semifinali 800 metri: Un vero terno al lotto con sole tre semifinali dirette con la sola vincitrice qualificata di diritto più le tre migliori ripescate per la gara che assegnerà le medaglie. Si sapeva che per Elisa Cusma sarebbe servita una vera impresa per centrare l’ingresso in finale. Purtroppo la modenese lotta nei primi giri ma si ferma ad un giro dalla fine terminando così la sua avventura. La sua batteria, la terza e la più veloce è stata vinta dall’ex campionessa europea under 23 Elena Kofanova che è l’unica a scendere sotto i 2 minuti con 1’59”80. Con tre tempi di recupero si sapeva che la terza batteria sarebbe stata la più veloce e così è stato. La seconda Erica Moore degli Stati Uniti ha corso in 2’00”24. Le altre due vincitrici sono state la russa Yuliya Rusanova in 2’00”26 sulla rinata Pamela Jelimo (2’00”32) e la sorprendente etiope Fatisu Magisu (2’01”69).  
Batterie 400 metri:  La prima azzurra a scendere in pista all’inizio delle batterie mattutine è stata la reatina Maria Enrica Spacca che si è comportata bene qualificandosi per la semifinale. La campionessa italiana dei 400 metri, cresciuta alla Cariri Rieti ma ora in forza alla Forestale, si è ben difesa correndo la prima delle sei batterie in 53”74 alle spalle della campionessa europea indoor Denisa Rosolova (52”95) e della bulgara Vania Stambolova (52”97). E’ piaciuta la gara della laziale che è rimasta in scia delle due campionesse dell’Est Europa nel primo giro. E’ entrata in scena la campionessa del mondo dei 400 metri Sanya Richards Ross che ha vinto la terza batteria in 52”81. Meglio della statunitense ha fatto solo l’ucraina Nataliya Pihyda con 52”02.
Qualificazioni del salto triplo: L’intramontabile Yamié Aldama, campionessa che ha gareggiato per tre paesi diversi nel corso della sua carriera vestendo le maglie di Cuba, Sudan e Gran Bretagna, ha realizzato la migliore misura delle qualificazioni ottenendo 14.62. Passa facilmente il turno la medaglia d’argento dei mondiali di Daegu e primatista stagionale Olga Rypakova che salta 14.39.
Batterie dei 3000 metri: Silvia Weissteiner va in testa nei primi giri, lotta fino alla fine ma non riesce a conquistare la sua seconda finale ai mondiali indoor quattro anni dopo il settimo posto di Valencia 2008. Il settimo posto nella prima batteria molto più lenta della seconda non basta all’altoatesina che ha chiuso in settima posizione in 9’16”59 nella gara vinta da Meseret Defar in 9’11”76 davanti a Sylvia Kibet (9’11”91). Si corre più forte nella seconda batteria dove Gelete Burka ottiene il miglior tempo correndo in 9’01”32 davanti alla kenyana Hellen Obiri (9’01”36).
Gare maschili:  
Lancio del peso: Iniziano subito con il botto le qualificazioni del lancio del peso che offrono grande spettacolo con tutti i migliori capaci di superare la fettuccia dei 21 metri. Ha destato grande impressione il campione del mondo David Storl che piazza un lancio da 21.43 m- Non stanno a guardare però Reese Hoffa (21.23) e il campione olimpico Tomasz Majewski (21.17)
Heptathlon: Sono iniziate le fatiche degli uomini delle prove multiple che hanno disputato le prime quattro prove delle sette dell’heptathlon (60 metri, lungo, peso e alto). Si mette subito in luce il grande favorito Ashton Eaton che firma subito un bel 6”79 nella batteria dei 60 metri dimostrando le sue enormi qualità nelle gare di corsa dove eccelle particolarmente. Due anni fa Eaton realizzò il primo dei suoi due record del mondo ai Campionati del Mondo ai Campionati NCAA  nello stesso giorno in cui il connazionale Bryan Clay vinse il titolo mondiale indoor a Doha. Ora, dopo l’argento ai mondiale di Daegu, Eaton può puntare al primo titolo mondiale della sua carriera.   .
Batterie dei 400 metri: Passeggia il diciannovenne grenadino Kirani James che corre in carrozza in 46”64 nella seconda batteria. L’altro favorito per le medaglie Demetrius Pinder va ancora più forte nella prima delle due batterie correndo in 46”49. Il reatino Lorenzo Valentini si batte bene qualificandosi per la semifinale in 48”58 dopo il secondo posto alle spalle del britannico Nigel Levine (47”56) anche grazie alla squalifica del trinidegno Lalonde Gordon. Al suo debutto assoluto in nazionale Valentini centra la semifinale mondiale con pieno merito.
Batterie 1500 metri: Ihlam Tanui Ozbilen, l’ex keniano William Biwott Tanui (primatista mondiale juniores del miglio), vince la prima delle due semifinali in 3’41”93 suparndo l’etiope Aman Wote (3’42”24) e il marocchino Amine Laalou (3’42”36). 

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